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UN TRANQUILLO WEEKEND DI ADRENALINA: IL RAFTING

Data pubblicazione : 26/06/2017     
Autore : Antonio Sarti



Coniugare Natura e Divertimento, conditi da un pizzico di tensione e facendo al tempo stesso una salutare sessione di sport: se state pensando all’arrampicata o a lunghe e faticose marce sotto il sole tra le montagne lombarde, siete fuori strada.

Oggi vi proponiamo di mettere al bando le paure e lanciarvi con noi lungo il corso di un torrente agitato, manovrando il vostro gommone con l’abilità di un novello Amerigo Vespucci e portando in salvo il vostro equipaggio: il rafting è tutto questo e molto di più, ma nulla ve lo saprà spiegare meglio del salire a bordo di una delle “navi” che vi attendono nelle ormai diverse strutture che offrono questo innovativo svago a prezzi non insormontabili.

In realtà, nelle origini inglesi del termine, rafting non stava proprio ad indicare i moderni gommoni, quanto piuttosto delle vere e proprie zattere, spesso delle “bagnarole” tenute insieme da una qualche misteriosa forza della natura. Oggi si utilizzano invece i canotti, che grazie alle specifiche del materiale di cui sono composti vi permettono di arrivare sani e salvi alla meta e di non trovarvi a tu per tu in acqua con un corso d’acqua piuttosto arrabbiato.

Niente paura, non sarete soli, a bordo sarete una vera e propria squadra composta da sei o sette persone, con il compito di guidare il vostro mezzo tra le rapide del fiume: attenzione, non è un’attività che si può improvvisare, proprio per questo motivo sono sorti negli ultimi anni numerosi centri qualificati che vi permetteranno di provare questo emozionante sport.

Il lavoro di squadra e più precisamente il “team building”, l’affiatamento tra colleghi, è uno dei principali motivi per cui sempre più aziende oggi scelgono di affidarsi al rafting per costruire e amalgamare la propria compagine lavorativa, in un contesto extra-ufficio che stimola la collaborazione e la condivisione: non è un caso che anche molte squadre di calcio professionistiche se ne avvalgano nel corso dei ritiri estivi.

Una volta entrati nella disciplina ne sarete inevitabilmente conquistati e non guarderete più ogni fiume come un semplice corso d’acqua ma come un momento di magia da ripetere il prima possibile: a quel punto sarete pronti per volare in Giappone, per la precisione a Kitayama, a un tiro di schioppo da Osaka, dove le cose piace renderle difficili: qui si naviga su zattere di legno, che inizialmente erano dei semplici fasci di tronchi lanciati in balia della corrente per mandare a valle il legname, finché qualcuno non ha avuto la geniale idea di farci navigare le persone: guidati dai locali esperti, rigorosamente senza giubbotto di salvataggio e senza scomporsi nonostante stivali e cappello indosso.





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