• MW SUGGESTIONS •

Colossale virata del Colosso Mattel: Barbie, benvenuta nel mondo normale.

Data pubblicazione : 05/02/2016     
Autore : Redazione MW


Il tempo porta cambiamento, in tutti i sensi. Lo conferma la Mattel, che rompe gli schemi rappresentativi della sua Barbie, la bambola più famosa al mondo. Non più (solo) alta, bionda, dal fisico mozzafiato e statuario.
Sono in arrivo nuovi tipi fisici per le nuove Barbie del 2016. Dal 1 marzo vedremo delle ragazze  più “normali”, perché la parola d´ ordine è diventata Realismo.
Si chiameranno “Petit” (minuta), “Tall” (alta) e “Curvy” (formosa) e hanno l’obiettivo di rappresentare tutte le donne. Ma l’innovazione non si ferma solo alle misure, ci saranno anche diverse tonalità di pelle, di colore degli occhi, di acconciature e abbigliamento, per un totale di 33 tipi differenti di Barbie.

La scommessa dell’azienda americana era già iniziata qualche tempo fa, con l’introduzione di nuove bambole dai diversi toni di pelle e colori di capelli, da integrare a quella tipica snella, bionda e con gli occhi azzurri.
Al bando dunque lo stereotipo della perfezione intesa come bellezza diafana dagli occhi blu, della magrezza assoluta, delle gambe lunghissime e snelle, forse presto, al bando anche il sorriso della bambola più amata dalle bimbe.
Quindi, ecco che Barbie diventa una ragazza normale. Parola di Mattel. Ci sorprende? Si, ma solo per metà.
Da anni ormai si inneggia un ritorno alla normalità, invitando alla sobrietà,  al mito della " donna della porta accanto".
Questo fenomeno si è espanso a macchia d´ olio colpendo prima le passerelle di moda, censurando copertine di testate al femminile, introducendo le linee curvy nei più disparati brand di moda, scegliendo talvolta un nome alternativo, perché la parola curvy ha un fastidioso suono
discriminatorio agli occhi della pubblica opinione. Storici calendari hanno saturato l´ anno solare, da gennaio a dicembre, con nudi integrali o trasparenze audaci su corpi di donne naturali, dalle misure non perfette, evidenziandone i difetti e facendone emergere il carattere e la tempra.
Un bel percorso in avanti o forse un girotondo su se stessi per ritornare indietro di qualche secolo, quando Venere tra le mani di Botticelli era florida e ben tornita e il Canova modellava le Tre Grazie con natiche generose e morbidi ventri. Potremmo passarne in rassegna molti, senza dover certo approdare al sottile concetto dell´arte del brutto o all´ iperbole dell´ odierno Botero.
Dunque, cosa certa è che la società contemporanea si stia muovendo verso una percezione più autentica e verista della realtà, il che non può certo  nuocere a bocche assetate più che mai di normalità, sicurezza, garanzie.

Ma, torniamo agli inizi, alla bambola più famosa e amata dai bambini. Si, esatto, bambini. E domandiamoci: siamo certi i modi di dire più popolari:  " tieni i piedi per terra", oppure " vola basso", siano davvero estensibili anche ai più piccoli. Ai posteri l´ ardua sentenza. A noi la domanda: dovremmo forse togliere dall´ immaginario dei nostri figli Pegaso, perché i cavalli non hanno le ali o Peter Pan, perché neanche i bambini volano.... La bella addormentata nel bosco, dal momento che non è un bacio a risvegliare dal coma e forse, anche il lieto fine nelle fiabe alla luce delle statistiche ISTAT in merito al divorzio, ora pure con rito abbreviato. Forse anche babbo natale trainato dalle renne è poco realistico: meglio raccontare la verità. Mamma e papà hanno risparmiato per comprarti questi giochi e il bel rito della letterina cosparsa di stelle e brillantini per il Signore vestito di Rosso che vien dalla Lapponia, la potremmo sostituire con una più rapida mail al papà, con la mamma il copia conoscenza.
Il nostro non vuol essere certo un attacco ad una sempre più necessaria visione consapevole e conseguente accettazione della realtà. Troppi voli pindarici, troppi modelli vuoti hanno fagocitato il sentire occidentale e ciò accade dal lontano glorioso boom degli anni ´80.
La nostra è una semplice domanda: in questo mondo, dove è difficile e doloroso diventar grandi, riconoscere se stessi, far conoscere se stessi e farsi dunque accettare; sapersi valorizzare con moderatezza, far strada con dignità e coraggio, con la testa mai troppo alta ne´ troppo bassa.... In questo mondo, non c´ è più  un limbo che duri anche solo una manciata d´ anni, dove il sogno e le "cose solo belle" che dei sogni sono figlie, possano liberamente esprimersi, per poi dunque ritirarsi in punta di piedi, aprendo alla realtà il Suo sipario?
Una volta la chiamavamo infanzia....ed era così. Oggi invece? Con cosa la dovremmo rimpiazzare?
Non sarà Mattel a darci una risposta, ma le sue portaerei da sempre lasciano una bella scia.... E la barbie normo-taglia, senza vestiti da sogno ne´ lunghe chiome da sogno forse non sa ( ovvio che no, è un giocattolo) di aver dato il la´ per una silente ma progressiva rivoluzione nel mondo dei nostri figli.





L´alta gioielleria di de GRISOGONO incontra l´alta moda di GYUNELPer S. Valentino un regalo esclusivo dal forte valore simbolico per chi si ama