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LA CINA E' (SEMPRE PIU') VICINA

Data pubblicazione : 21/06/2017     
Autore : Bruna Meloni



Il capoluogo lombardo vanta una delle più' vivaci e caratteristiche “Chinatown” d'Italia. E' ancora in atto al Mudec la grande mostra sulle origini storiche della migrazione cinese a Milano e che dire delle squadre di calcio della nostra citta': prima l'Inter e più' di recente il Milan sono passate in mani cinesi. Piu' vicini di cosi'!

Ed ecco arrivare, nell'anno del Gallo di Fuoco del calendario cinese, un ulteriore legame con l'ex -Impero Celeste: la Cina ha portato a Milano (e in tutta Italia) anche il suo fiore all'occhiello alcolico ed e' subito tendenza!

Una storia millenaria. Un liquore scelto dalla corte della Tang Dynasty - Guo Shi Bu e ora il più venduto in patria, blend di cinque tipi di grano, lasciato fermentare in botti secolari per anni, prima di essere servito nei tipici piccoli bicchieri di porcellana blu.
Parliamo di 24K Jijiannan, il neonato della multinazionale JNC gia' nota per il più famoso Jiannanchun, una delle pietre miliari della cultura del buon bere cinese. Secondo i ricordi dell'antica dinastia Tang Guo Shi Bu, il famoso liquore è stato chiamato in diversi modi nell'antichità: Ruoxia di Wucheng, Tuyaochun di Yingyang o ancora Shaochun di Jiannan”.


La sua storia si perde nella notte dei tempi: il dato certo è che si è iniziato a produrlo a metà della dinastia Tang quando “il potere politico era particolarmente stabile, l'economia prosperosa e la cultura ha avuto un exploit senza precedenti” come ricorda Lizhao. Jiannanchun citandolo nella “Biografia dell'Imperatore Dezong” come liquore preferito dallo stesso imperatore e dall'intera corte durante la dominazione della dinastia Tang nel 1300.
Anche nella versione moderna non è un prodotto semplice e immediato: un italiano, diversamente da un cinese, non riuscirebbe a sorseggiarlo dall’antipasto al dolce servito come un sakè in piccoli bicchieri di porcellana blu.
I cereali come ingredienti e la loro fermentazione in botti secolari potrebbero far pensare ad una birra mentre il metodo di distillazione ad una vodka pregiata o ad una grappa; 24K Jinjiannan è un vero e proprio concentrato di sapori dall’antica formula segreta che ha subito suscitato curiosità anche nel mondo della mixology diventando ingrediente di nuovi cocktails grazie al suo gusto forte ma allo stesso tempo dolce e al profumo di particolari fiori cinesi che non si trovano in Italia.


Il packaging, immediatamente riconoscibile per gli elementi imperiali ( in primis il giallo e il rosso), rimanda alla nobilta' e alla magnanimita' dell'imperatore che lo ha scelto. La bottiglia, con le sue linee sinuose, ricorda più' un oggetto antico da esposizione che il contenitore di un liquore.
Assolutamente da provare; ma attenzione..supera i 50 gradi!





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