• MW SUGGESTIONS •

Tu mi turbi

Data pubblicazione : 07/05/2018     
Autore : Silvia Cutuli


Se la moda si copre la testa è anche per avvicinarsi al cosiddetto "modest fashion", ovvero il settore dell'abbigliamento pensato per le donne che si vestono seguendo i precetti del Corano (e che tra l'altro si stima arriverà a sfiorare circa 300 miliardi di euro nel 2021) , è stato notato dai più esperti addetti al settore, di fronte al dilagare sulle passerelle in primis, di copricapo di foggia orientale ribattezzati ormai da tempo, turbanti.
Non un cappello e neanche una fascia ma una complicata "acconciatura" di stoffa – per lo più wax africani, cotoni indiani e tessuti eco – che è sinonimo di moda, di stile un pò sopra le righe e fuori di testa, ma che ha generato in più di un'occasione degli "incidenti" a metà strada tra il fashion e la tradizione culturale. Laddove ad esempio la comunità religiosa dei Sikh - che crede nella legge del karma e nella reincarnazione – ha contestato la scelta di Alessandro Michele di far sfilare nell'ultima collezione Gucci, il  tradizionale turbante che è un loro simbolo molto forte,  facendolo indossare solo a modelli bianchi.
Dove stia il "colpo di testa è difficile da dire, fatto sta che l'accessorio più conturbante della stagione calda non si arrende, anzi inneggia alla libera creatività.





5 regali per la Festa della MammaProfit no Profit: lo shopping di lusso solidale