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Giorgio Armani. La consistenza impalpabile del sogno

Data pubblicazione : 29/09/2013     
Autore : Beatrice Spediacci


Metamorfosi è libertà di cambiare, gusto del mutevole. Assaporarsi un divenire cangiante, l’assenza di stasi che paralizza. Giorgio Armani confonde i volumi-prestigiatori tra strati evanescenti, illusionisti e giocolieri tra veli di garza incorporei liberi di fluttuare sui corpi.
Il ton sur ton si impone solista, ma Etoile, quest’anno, è il blu Majorelle. L’immersione nel ricamo floreale annuncia una metamorfosi romantica, un viaggio nel quasi lontano ‘85, quando la donna di Giorgio Armani si riscoprì eterea, sensuale senza inibizioni, discreta giocatrice d’azzardo con trasparenze audaci, dichiarando un’essenziale femminilità.
Giorgio Armani, Alfiere di un divenire fluido che armonizza dettagli e sinergie del tempo trascorso, tra gli abiti boldiniani degli anni ’80 e la scuola di Degas agli esordi del nuovo millennio, immerge la prossima primavera in un’aura di libera espressione corporea, dove giacche e caban, fedeli a stutture compatte ma più minute, votate al double- effect ed eversive ai tagli classici del tailleur, ammettono levigati fruscii di sete jaquard e impalpabili tricot. Anemoni e coralli per un colore trasfigurato da ombre e bagliori, in un marittimo giardino segreto che stravolge il locus amoenus dell’ antica arte figurativa: quello di Armani è immerso nell’abisso, nel blu profondo che avvolge e sfiora il corpo come carezze.





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