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Da "carnivora" a green: quando la moda guarda alla natura

Data pubblicazione : 30/04/2018     
Autore : Silvia Cutuli


Natura e moda: un binomio più che mai attuale sul quale apre gli occhi la mostra Fashioned from nature al Victoria&Albert di Londra gino al 27/1/2019.
300 pezzi rari dal 1600 ad oggi, danno il senso dell'evoluzione del gusto, a partire dall'Europa coloniale solita ammantare gli abiti di piume e decori naturali in arrivo dalle nuove terre esotiche. Come il sontuoso abito datato 1868 intessuto di fili d'oro e cinquemila ali di scarabei dell'India. E ancora: ventagli con stecche d'avorio, bastoni da passeggio in madreperla, cappe in piume di gallo, pellicce tanto in voga in Paesi freddi come la Russia.
La svolta ecologista arriva già dal'900 che forte anche di una rivoluzione tecnologica e industriale che dà fibre più green, regala i primi segnali di contestazione nella lotta animalista per salvare il pianeta. 
In mostra la Donna Gatto del 1997 di Jean Paul Gaultier, che con il taffetas di seta e le perline imita il vello del leopardo. L'abito in fibre ricavate dalle bottiglie di plastica esibito da Emma Watson al Gala del Met del 2016. E ancora le creazioni in fibre d'arancio e seta di Ferragamo, l'eco pelle di Tiziano Guardini.
L'interrogativo suona chiaro: "Tutto viene dalla natura e la distrugge", apriamo l'armadio e chiediamoci di cosa sono fatti i nostri abiti.





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