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Addio AZZEDINE ALAÏA

Data pubblicazione : 20/11/2017     
Autore : Silvia Cutuli


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Il ricordo più vivo qui in Italia, ce lo ha regalato con l'esposizione alla Galleria Borghese di Roma, mettendo in scena il dialogo possibile tra le statue della classicità e le sue sculture "soffici".
Lo stilista tunisino Azzedine Alaïa, scomparso improvvisamente, lascia in eredità alla storia della moda un esercito pacifico di sculture - ma di stoffa -modellate con le forbici, utilizzate quasi fossero uno scalpello. Studi e non a caso all'Accademia di Belle Arti di Tunisi, una formazione negli atelier di Christian Dior e Guy Laroche, con  la sua couture sculpture ha dato corpo e forma al suo estro, libero da condizionamenti e calendari.
Abile nel mutuare dall'arte i volumi dei suoi abiti, scolpiti sul corpo con la complicità dell'effetto "stretch", giocando d'astuzia con il tessuto elasticizzato e con il cuoio reso fragile e sensuale, monsieur Alaïa ha consegnato alle sue donne body e abiti bustier modellati con garbo e tocco leggero attorno alla silhouette, in un esercizio stilistico che affonda le sue radici nel fertile terreno dell'arte e della scultura. Al punto tale che di lui è stato scritto e detto di tutto, senza mai ridurre la sua professione a un unico mestiere: sarto, architetto, mago del taglio, creatore, scultore, e finanche chirurgo dell'estetica. Più semplicemente, maestro della couture o meglio della couture sculpture. Adieu.





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