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60 anni senza Dior

Data pubblicazione : 24/10/2017     
Autore : Marica Basile


24 ottobre 1957: Christian Dior viene stroncato da un attacco di cuore che non gli lascia scampo. Aveva solo 52 anni e molte innovazioni ancora da introdurre nel mondo del fashion.
Eppure il suo nome non ha mai smesso di risuonare tra gli addetti ai lavori e non, perché Monsieur Dior ha trasformato la moda e ha reso la maison riconoscibile in tutto il mondo.

Un uomo divenuto un mito in soli 10 anni. Prima collaborazioni con Robert Piguet poi con Lucien Lelong, accanto a Pierre Balmain. Nel 1946 apre il suo primo atelier a Parigi e da qui la rivoluzione. Lo stilista intuisce saggiamente che c’è bisogno di discostarsi dallo stile rigoroso del dopoguerra per lanciare una nuova tipologia di donna.  Durante la presentazione della collezione del 1947 il vero colpo di scena: le spalle arrotondate, il vitino da vespa e le gonne a corolla, mai visto niente di simile fino a quel momento. “It’s a New Look”, questa fu l’esclamazione di una giornalista dell’epoca che segnò, senza saperlo, l’inizio di un nuovo stile dove l’eleganza era la parola chiave: le forme femminili non si devono nascondere sotto strati di panno ma necessitano di essere enfatizzate attraverso stoffe preziose.

Da allora, ogni collezione firmata da Dior riscuote incredibile successo anche perché sempre caratterizzata da qualche innovazione, come le linee a tulipano, a corolle, en huit e il tailleur Bar, composto da una giacca a falde dalla vita strettissima abbinata ad una gonna lunga plissè, look capace di rendere chic ogni tipologia di donna.
In pochissimi anni conquista il prestigio internazionale presentando alla sua clientela un’offerta completa: dall’abito all’accessorio, non tralasciando make up e profumi.

Il successo di questo couturier, non si è mai davvero arrestato. Dopo la sua morte, tutti i suoi successori, come Ives Saint Laurent, John Galliano, Raf Simons e Maria Grazia Chiuri, ne hanno reinterpretato gli intenti, continuando a portare in passerella l’allure tipico Dior, tanto da far sembrare che ci sia ancora Lui a tenere le redini della sua maison. Forse è ancora un po’ cosi!





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