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PROSSIMA FERMATA... ISOLA!

Data pubblicazione : 30/11/2017     
Autore : Antonio Sarti


Chi può aver avuto l’idea di chiamare “Isola” un quartiere di una città in cui non c’è il mare? È la domanda che si fa chi per la prima volta sente nominare questa zona della città, ancora poco nota ai non milanesi ma oggetto di una riqualificazione ormai quasi completata. Celebre soprattutto per le battute sarcastiche in seguito alle frequenti esondazioni del Seveso, oggi Isola ha cambiato radicalmente volto in seguito al suo inserimento nell’ambizioso progetto di Porta Nuova, ma conserva i suoi tratti caratteristici intatti.

Da dove arriva dunque un nome tanto singolare? Bisogna tornare indietro nel tempo, quando la stazione centrale si trovava in piazza della Repubblica, alla fine dell’Ottocento: con lo spostamento nell’attuale sede, il piccolo quartiere, da sempre legato alla città, si trovò isolato e tagliato fuori dalla nuova sede ferroviaria, andando così a creare una piccola isola esterna al cuore della Milano dell’epoca.

Approdando nel quartiere dalla nuova linea metropolitana 5, troviamo subito all’esterno della fermata uno dei nuovi tratti distintivi, il Bosco verticale: imperdibile attrazione per gli amanti del design e dell’urbanistica, casa dolce casa per un pugno di persone che si sono potuti permettere l’acquisto degli esclusivi appartamenti all’interno. Si tratta di un progetto firmato da Stefano Boeri, che si pone come obiettivo l’edificazione sostenibile, una «densificazione verticale della natura in città» attraverso queste due torri di 110 e 76 metri. Se arrivate in zona per pranzo, l’itinerario che vi consigliamo vi porta a mettere le gambe sotto il tavolo vicino al Bosco, presso l’Osteria dei vecchi sapori: non fatevi trarre in inganno dall’idea classica di osteria, cui il locale si rifà solo per la genuinità dei piatti proposti, si tratta in realtà di un ristorante moderno dai tratti eleganti ma con la spontaneità milanese che spadroneggia.

Per scoprire le perle più nascoste del quartiere Isola è necessario incamminarsi verso la zona più lontana dalla fermata della metropolitana: se avete seguito il nostro consiglio culinario ora vi basterà proseguire lungo via Carmagnola, tenendo sempre la strada di fronte a voi e imboccando quindi in sequenza via Pollaiuolo e via Civerchio. Arriverete così al Teatro Fontana, accanto al quale, sul lato destro, troverete l’entrata della chiesa di Santa Maria alla Fontana: la sua storia è simile a quella di altri santuari della Lombardia, ovvero vantava secondo i fedeli proprietà curative grazie alle acque che da qui sgorgavano nell’antichità, finché nel Cinquecento sul luogo fu costruito un edificio di culto. Nonostante non sia celebre in città, nasconde preziosi tesori sotto forma di affresco e merita senz’altro una visita. Pochi passi dopo si trova invece una delle eccellenze poco note di Milano: la Fonderia Napoleonica Eugenia: gli antichi edifici di una fonderia di bronzo ospitano oggi un museo che vi lascerà letteralmente senza fiato e che vi consigliamo assolutamente di visitare.

Se siete arrivati qui nel tardo pomeriggio, potreste chiudere la serata in una duplice maniera: gustandovi un hamburger al volo da Bonadonna Hamburgers & Kitchen, il meglio dello street food della zona Isola secondo l’influente opinione dei buongustai della zona, puntando poi a fare tardi nel tempio della musica italiana, il Blue Note, che proprio a pochi passi da qui trova casa. Quasi ogni sera infatti il meglio del jazz, blues e pop europeo fa tappa in questo storico locale che ha visto passare i più grandi nomi della storia musicale. Attenzione solo agli orari della metropolitana, non vorremmo costringervi a una sana ma lunga camminata fino alla stazione Garibaldi!

Indicazioni per seguire l’itinerario: [clicca qui]





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