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MANGI LA MELA E SEI IN PARADISO

Data pubblicazione : 12/01/2018     
Autore : Bruna Meloni



Finora ha fatto male a una sola persona, Biancaneve, ma solo perche' era avvelenata. E si tratta, comunque, di una favola. Che la mela faccia bene e' cosa risaputa e certificata da proverbi che, insolitamente, trovano corrispondenza esatta in varie lingue: “una mela al giorno leva il medico di torno” affermiamo noi italiani e gli inglesi confermano “an apple a day keeps the doctor away”. Ma questo ruolo di premurosa infermiera dei mali del vivere sta stretta alla mela che puo' legittimamente aspirare a quello più' fascinoso di vamp, di diva della tavola grazie a un appeal nei confronti dell'uomo che dura da una vita e che ne fa, nell'alveo della civilta' occidentale, il frutto più' diffuso. E', infatti, costituito da mele per il 40 percento il consumo europeo di frutta.

Una dimestichezza antica quella fra l'uomo e la mela; a dar retta alla Bibbia addirittura primordiale, anche se non e' per niente sicuro che l'albero del bene e del male cui Eva condusse il recalcitrante Adamo fosse proprio un melo e che il frutto che gli ando' per traverso avesse aspetto, colore e sapore di una mela di oggi. Ma erano senz'altro mele, sempre nella Bibbia, quelle che il Cantico dei Cantici attribuito alla saggezza di Salomone,
suggerisce come rimedio al “mal d'amore”. Suggerimento, ha rilevato uno scienziato del livello di Carlo Sirtori, tutt'altro che peregrino: “I polifenoli delle mele possono esercitare un'azione anche contro il mal d'amore, ove lo si intenda come un fatto emotivo che provoca stati depressivi, caduta dell'ormone adrenalina, disappetenza, atonia biliare e intestinale.”
I polifenoli, soprattutto l'acido clorogenico che secondo alcune ricerche e' cosi' cospicuamente rappresentato nelle mele trentine, sono in grado di alimentare i succhi gastrici, aumentare il flusso della bile e persino di agire, con azione similcaffeinica, come antidepressivo. Sempre secondo Sirtori, le mele “contengono gli ormoni che esaltano la vita, quegli ormoni estrogeni cui si deve il desiderio di amare, sia nella donna, sia nell'uomo”.

Preziose, dunque, le mele, preziose al punto che gli antichi amavano immaginarle d'oro. Le mele d'oro spuntano come funghi nella mitologia greca; quelle del giardino delle Esperidi, oggetto di una delle fatiche di Ercole, quelle che Ippomene getto' ai piedi di Atlanta per rallentarne la corsa e quella, forse la più' famosa di tutte, della discordia con l'impegnativa dedica che Paride assegno' incautamente ad Afrodite innescando con questa sua decisione tutta la serie di eventi che portarono alla guerra di Troia.


In epoche più' recenti e meno fantasiose fu una mela centrata dalla freccia di Guglielmo Tell a mettere in moto l'indipendenza della Svizzera dall'Austria nel XIII secolo e fu ancora una mela, atterrata sulla testa di Isacco Newton, a far scoprire la legge di gravita’.

E poi ci sono le canzoni, quelle storiche e quelle meno conosciute, in cui il frutto del peccato viene nominato, citato e persino decantato. C’è chi canta la mela di Adamo, come gli Aerosmith nella loro Adam’s Apple, e chi la utilizza nell’accezione amorosa di “piccolo bocciolo di mela”, come i White Stripes nella loro Apple Blossom. George Harrison cita le mele in Apple scruffs, dedicata all’omonimo gruppo di ammiratrici dei Beatles il cui nome
deriva dal fatto che stazionavano all’esterno dell’edificio della Apple Corps e alle porte degli Abbey Road Studios di Londra, sperando di inciampare nei membri della band. E poi c’è la Bitter Apple cantata da Dave Gahan, cantante dei Depeche Mode che ha deciso addirittura di aprire un ristorante chiamato “The bitter apple”, mentre i Guns N’Roses nella loro “Bad Apples” cantano le mele marce. Angelo Branduardi infine cantava “Cogli la prima mela”, italica rielaborazione di una melodia medievale ungherese dal titolo "U naseho Barty".

Oggi la mela, consumata tale e quale, e' un tantino in ribasso surclassata da tanta frutta di importazione e considerata più' a' la page. Continuiamo a consumarla, certo, ma soprattutto come ingrediente di ricette, sia dolci che salate o nelle mille trasformazioni a cui si presta; purea, confetture, succhi, e l'antico sidro tornato cosi' di moda. Non dimentichiamo, parlando di bevande alcoliche il Calvados, preziosa acquavite di mele per la cui produzione, in Bretagna, si ricorre alla doppia distillazione e il sempre piu’ diffuso aceto di mele. Per chi e' perennemente a dieta arrivano in soccorso le mele liofilizzate; fettine incartapecorite che pero', una volta in bocca, sprigionano almeno in parte il sapore del frutto con il grande vantaggio di saziare senza ingrassare.


Ma conosciamo meglio la nostra protagonista dal punto di vista merceologico.
La famiglia più' numerosa e' quella delle Delicious con un centinaio di varieta'. In Italia le più' note sono la Stark con buccia rosso-bruna e polpa fine e zuccherina, la Rossa con striature verdi sulla buccia e la Golden dalla buccia gialla variegata dalla “ruggine”. Altra specialita' italiana, nonostante il nome, e' la Renetta del Canada, frutto grosso con buccia giallo pallido e polpa dolce con una punta di acidulo. E' la mela preferita per le preparazioni al forno.

Di origine americana e' invece la Jonathan di forma allungata con polpa dolce, croccante e molto saporita. Ancora da più' lontano viene la Grammy Smith che ha preso il nome dalla donna che, nel 1868, l'ha importata in Europa dall'Australia. La Annurca e' una mela dalla forma schiacciata lungo l'asse verticale con polpa saporita e profumata che, a differenza di tutte le altre, preferisce i climi caldi. La mela classica, almeno in Italia, e' la Rome Beauty, anch'essa variante della Delicious che su alcuni mercati viene anche chiamata Imperatore. Altre mele coltivate in Italia sono la Calvilla Bianca d'Inverno, di origine francese, conservabile anche per parecchi mesi, la Rosa di Caldaro, la Belfiore gialla e la Winnesap. Le ultime a maturare, per i consumi estivi, sono la Ozark Gold e la Gravenstein.

Mele dunque in ogni stagione e con tante varianti di gusto; non ci resta che scegliere quella più' adatta al nostro palato...basta sia mela!





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