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CHIACCHIERE E TORTELLI

Data pubblicazione : 07/02/2018     
Autore : Bruna Meloni



Carnevale
e' la festa più' allegra e spensierata dell'anno; giusta occasione per lasciare da parte il chilo di troppo e concedersi qualche peccato di gola in più'. Che Carnevale sarebbe senza le sue maschere, gli scherzi, le piccole follie ma anche i suoi sapori? Ogni regione italiana ha le sue tradizioni e i suoi dolci preferiti: chiacchiere, frappe, cenci, bugie, lattughe, ravioli dolci, castagnole, tortelli o comunque li si chiamino lungo il nostro stivale, i dolci di questo periodo sono tutti buonissimi e irresistibili.

A chiacchiere e tortelli si associa immediatamente l'idea di coriandoli e stelle filanti ed e' subito festa.
Le prime sono fatte con un impasto di farina che viene fritto e poi spolverato di zucchero a velo. La tradizione delle chiacchiere probabilmente risale a quella delle frictilia, dolci fritti nel grasso di maiale che nell'antica Roma venivano preparati proprio durante il periodo dell'odierno Carnevale. Nonostante i nomi siano differenti da regione a regione non cambia pero' , in sostanza, la ricetta base per la preparazione: farina, zucchero, burro, uova. Poi, a seconda di dove ci si trova, c’è chi aggiunge il vino bianco, il marsala, la grappa oppure la sambuca, ma queste sono varianti della ricetta più tradizionale. E poi lo zucchero a velo che non può mai mancare. La consuetudine milanese le contempla cotte al forno..ma che buone quelle fritte!


L’altra leccornia sono i tortelli, ricetta nata dall'antica tradizione meneghina. Questo dolce si presenta come una frittella vuota, priva di mollica e quindi in grado di non assorbire tanto olio nella frittura. È realizzato esclusivamente con ingredienti semplici e genuini: ci vuole farina, burro, acqua, sale, uova ed aromi. E qui i golosi si dividono in due correnti di pensiero: meglio vuoti o farciti? Per coloro che preferiscono i secondi si apre un ventaglio di scelte: la farcia puo' essere di crema pasticciera, crema chantilly, cioccolato o - di recente introduzione - di zabaione.

Entrambe le ricette sono di facile esecuzione, sopratutto se si possiede un robot di cucina per l'impasto. Ma per chi non avesse tempo o abilita' per prepararle Milano e' piena di pasticcerie che offrono sia chiacchiere che tortelli. Vi suggeriamo alcune di queste che le preparano con metodi artigianali


Da Namura in via Castelvetro si trovano le uniche chiacchiere bio della città. E poi tortelli ripieni di crema o cacao, veramente buoni.
Nonostante Marchesi abbia aperto una nuova pasticceria in Galleria il nostro cuore resta alla Pasticceria Marchesi di Santa Maria alla Porta, quella vecchia di legno scuro che sembra arrivare direttamente dal passato. Andateci e sbizzarritevi con le chiacchiere e i tortelli alla crema ( chantilly quelli più' buoni) oppure vuoti.

Leonardo in via Aurelio Saffi è una pasticceria meravigliosa dove trovare tortelli eccezionali e le migliori chiacchiere artigianali. Sono fatte al forno e le trovate sia con lo zucchero a velo che senza.

Quello che più colpisce dei tortelli della Pasticceria Sancarlo è che sono giganti! Ripieni di crema, chantilly o di cioccolato, forse i più buoni sono quelli vuoti. La ricetta è antica e segretissima, trasmessa cento anni fa alle più antiche pasticcerie di Milano.
Elli in Piazza Piemonte e' una minuscola pasticceria dove si può solo comprare e portare via. Sempre super affollata, i tortelli e le chiacchiere che vendono valgono bene un’eventuale attesa con numerino per la coda.
Nella nostra lista non poteva mancare la Pasticceria Martesana, punto di ritrovo imperdibile per gli amanti del dolce. Per il Carnevale la proposta non si discosta dai classici di questa ricorrenza: chiacchiere fritte e al forno, tortelli vuoti, ma anche con la crema, con la crema al cioccolato e allo zabaione.

Last but not least Ernst Knam, uno dei più' grandi nomi della pasticceria milanese d'alta scuola. Tortelli e chiacchiere straordinari ma anche le bugne che fanno parte della tradizione francese e sono perfette per il Carnevale e le fritole, omaggio a sua moglie veneziana.





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