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Trame di rame

Data pubblicazione : 25/09/2014     
Autore : Bruna Meloni


Rame: metallo degli Dei. Cosiʼ questo materiale veniva definito nellʼantichitaʼ! Ed eʼ appunto il rame il soggetto della mostra, ideata e promossa da Elena Tettamanti, attualmente in corso alla Triennale di Milano.
La mostra individua un percorso attraverso opere dʼarte, oggetti di design e dʼarchitettura, applicazioni tecnico–scientifiche, documentazione fotografica e video in cui il rame è il filo conduttore che accomuna autori, provenienti da esperienze diverse, che hanno sfruttato in modo fortemente innovativo le qualità formali, strutturali e plastiche di questo materiale.
Si tratta del primo evento espositivo che, grazie ad un approccio trasversale, mostra il rame in una luce completamente nuova.
Il titolo dell´esposizione, TRAME, richiama infatti un percorso attraverso opere d´arte, oggetti di design, architettura e tecnologia il cui filo conduttore è proprio il metallo rosso che accomuna autori, provenienti da esperienze diverse, che di questo materiale hanno sfruttato le qualità formali, strutturali e plastiche in modo innovativo.
Il percorso relativo allʼarte contemporanea si sviluppa attorno ad una trentina di opere che vanno dagli Anni Sessanta ai giorni nostri: questa selezione testimonia come sia evoluto lʼutilizzo del rame dallʼArte Povera alla Minimal Art, fino ad arrivare alle tendenze degli ultimi anni.
Le opere in mostra- tra inediti e lavori già conosciuti al pubblico- appartengono a maestri storici del calibro di Lucio Fontana, Fausto Melotti, Carl Andre, Marco Bagnoli, Joseph Beuys, Luciano Fabro, Anselm Kiefer, Eliseo Mattiacci,
Marisa Merz, Hidetoshi Nagasawa, Remo Salvadori, Gilberto Zorio, Meg Webster, ad artisti contemporanei come Roni Horn, Cristina Iglesias, Damián Ortega, fino a contemplare personalità delle ultime generazioni come Andrea Sala, Alicja Kwade e Danh Vo, per citare solamente alcuni dei nomi presenti. Ognuna di esse testimonia come il rame sia stato impiegato con lastre lucide, ossidate o acidate, assemblaggi di fili intrecciati, forme delicate, associazioni inattese con altri materiali o parabole riflettenti.
Anche gli oltre cento oggetti della sezione design sono frutto dei progetti dei più autorevoli nomi del settore: nel design il rame ha visto accrescere lʼinteresse su questo materiale che ha portato ad esiti sorprendenti quanto inconsueti.
Creativi come Luigi Caccia Dominioni, Antonio Citterio, Dimorestudio, Tom Dixon, Odoardo Fioravanti, Martí Guixé, Gunjan Gupta, Poul Henningsen, Shiro Kuramata, Ross Lovegrove, Nucleo, Gio Ponti/Paolo De Poli, Afra e Tobia Scarpa, Ettore Sottsass, Oskar Zieta e Giorgio Vigna, hanno progettato oggetti dʼuso comune attratti dalla lucentezza, dai processi ossidativi e dallʼevoluzione tecnologica che venivano offerti dal rame. Accanto a queste creazioni si trovano anche alcuni capi disegnati da Romeo Gigli e Prada, sperimentatori, in modo avanguardistico, delle proprietà del rame nellʼambito della moda.
Si passa alla sezione architettura che, con circa 10 modellini di progetti realizzati da alcuni tra gli architetti più noti quali Mecanoo, Renzo Piano, Aldo Rossi, Steven Holl Architects e James Stirling, testimoniano lo straordinario impiego del rame in questo settore e le straordinarie capacità di adattamento ai progetti più disparati.
Nella sezione dedicata alla tecnologia, in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, si rileva lʼimportanza fondamentale di questo materiale in settori cruciali come lʼinformatica, la medicina, lʼenergia, i trasporti, lʼagro-alimentare e le telecomunicazioni.
Nellʼambito della mostra eʼ prevista, nel mese di novembre, unʼiniziativa charity, il cui ricavato andrà in favore di Dynamo Camp, associazione impegnata nellʼofferta di terapia ricreativa per bambini affetti da gravi patologie.





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