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L'ITALIA IN FONDO A UN POZZO, AL "TEATRO LIBERO" LA VITA IN DIRETTA PER LA PRIMA VOLTA.

Data pubblicazione : 06/06/2017     
Autore : Antonio Sarti



Una tragica vicenda umana ancora prima che uno spettacolo televisivo che avrebbe segnato la storia: la morte di Alfredino Rampi, un bambino di pochi anni caduto (o forse fatto cadere) in un pozzo artesiano della profondità di quasi ottanta metri e largo poco più di venti centimetri. I tentativi di salvataggio si susseguirono per giorni, fino a che dopo aver sperimentato ogni soluzione possibile i soccorritori dovettero arrendersi e dichiarare la morte del piccolo Alfredo. Qui finiscono i fatti, da qui inizia la storia che Fabio Banfo racconta al Teatro Libero in un interessante monologo, che analizzerà quella che in sostanza fu la nascita del circo mediatico che costantemente segue e si nutre delle tragedie di cronaca nera: dai dintorni di Roma, a Vermicino, dove si trovava il pozzo, le drammatiche immagini del tentativo di salvare la vita del bambino fanno il giro d’Italia attraverso una diretta non-stop dei tre canali RAI, che per la prima volta realizzano una “maratona” televisiva che tiene incollati allo schermo oltre venti milioni di italiani.

La TV del dolore, quella che oggi regna sovrana nei pomeriggi della televisione privata e di quella pubblica, nacque qui, da questa tragedia vera, che divenne ben presto carne da macello per i primi professionisti del dolore stesso: lo stretto e profondo buco entro cui precipita Alfredino e da cui uscirà cadavere oltre un mese dopo diventa il primo reality show dell’era contemporanea, in una vicenda che ne ricorda molte altre tipiche dell’Italia che conosciamo: soccorsi approssimativi, grande confusione, scelte palesemente errate e tutto il carosello di personaggi, politici, esperti che di queste cose si nutre: vi ricorda qualcosa?

C’è spazio tuttavia anche per il lato positivo delle cose: Fabio Banfo racconta nel suo monologo non solo tutta la becera e cinica freddezza di chi scelse di non interrompere la trasmissione, ma anche quei personaggi positivi passati in sordina di fronte alla nefasta conclusione della vicenda: i numerosi volontari che si offrirono e cercarono di raggiungere il piccolo Alfredino, il vigile che gli tenne compagnia con la voce per lunghe ore, il coraggio degli speleologi che tentarono l’impossibile pur di salvare quella giovane vita.

Alfredino – L’Italia in fondo a un pozzo, al Teatro Libero dal 5 al 11 Giugno. Di e con Fabio Banfo, Regia di Serena Piazza, una produzione Effetto Morgana.







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