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FEDERICO BUFFA E LE OLIMPIADI AL TEATRO MENOTTI

Data pubblicazione : 16/12/2016     
Autore : Antonio Sarti


Federico Buffa racconta… le Olimpiadi del 1936: sarebbe troppo banale presentare con il titolo del suo programma televisivo più noto il migliore tra i cantastorie che il giornalismo sportivo del ventunesimo secolo può annoverare? Federico Buffa racconta emozioni racchiuse in uno scrigno prezioso quali sono le sue parole, mai fuori dalle righe ma comunque sempre in grado di catturare anche l’attenzione di chi magari a quelle vicende non è interessato: perché lui è così, ti prende e ti porta su un campo da calcio, su una pista di atletica, nell’animo di personaggi che hanno fatto la storia dello sport e li trasforma in personaggi della quotidianità, con le loro debolezze e i loro sacrifici. Non poteva dunque che approdare a teatro questo particolare genere di giornalismo che finora solo i privilegiati fruitori della TV satellitare avevano potuto gustare: con “Le Olimpiadi del 1936” Buffa ci porta nel cuore dell’evento sportivo per eccellenza, quello a cui in fondo anche chi non ama lo sport un’occhiata furtiva la lancia e magari sogna ad occhi aperti di poter calcare quei palcoscenici.
Lo sport però a volte, più di quanto forse dovrebbe, si intreccia con la politica e di conseguenza con la storia, dando vita ad alcuni dei momenti più memorabili non solo dello sport stesso ma anche dell’umanità: è questo il caso del 1936, che diverrà un anno-chiave in senso negativo per la storia del mondo.
Siamo negli anni più bui del nazismo, gli anni delle leggi razziali, e quale può essere il miglior strumento di propaganda della supremazia ariana se non ospitare un’Olimpiade e dimostrare al mondo intero la potenza della nazione tedesca? Berlino è la sede scelta per l’evento, Hitler e il fido Goebbels si mettono comodi ad assistere al trionfo già preventivato.
Qualcosa però gira storto e le cose non vanno come dovrebbero, il Dio dello sport ha deciso di mettersi di traverso e rovinare la festa, scendendo in pista nei panni di Jesse Owens: l’atleta afroamericano distrugge ogni record e conquista quattro medaglie d’oro, costringendo Hitler all’umiliazione pubblica di dover salutare un coloured che aveva frantumato gli avversari bianchi nel suo stadio, nella sua Berlino, nella Germania del nuovo corso.
Questa e altre storie, come la straordinariamente romantica vicenda di Sohn Kee-chung e dell’orgoglio coreano, vi aspettano sul palcoscenico del Teatro Menotti fino al 22 Dicembre: un’occasione da non perdere per assistere a uno straordinario connubio tra arte e sport, dal teatro alle Olimpiadi per una metaforica maratona che scorrerà via veloce come un soffio di vento, parola di Federico Buffa.





Da vicino. "In ascolto dell'inudibile risuono dell'opera"NATALE D'ARTISTA