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"IL VIAGGIO DI ENEA" AL TEATRO CARCANO

Data pubblicazione : 28/11/2017     
Autore : Antonio Sarti


L’abbiamo studiato sui libri, ce lo ripetono gli esperti e come una litania recitiamo anche noi meccanicamente “la storia è ciclica e si ripete”, eppure di fronte a ogni cambiamento epocale ci troviamo smarriti e senza soluzioni. Sui libri abbiamo conosciuto anche Enea, l’ultimo dei grandi eroi dell’epica classica, l’uomo che da sera a mattina vide sconvolta la propria vita: risvegliato nel sonno dalle fiamme che avvolgono Troia, Enea è il prescelto dagli dei per dare un futuro al suo popolo, portandolo via da quell’inferno di fuoco per far nascere una nuova civiltà dall’altra parte del Mediterraneo.

Il suo viaggio, forse lo sappiamo, sarà lastricato di sofferenza, privazioni e guerre, quelle combattute per ottenere un luogo dove stabilirsi e dare vita a quello che sarà poi il germe della romanità: con il vecchio padre in spalla e il giovanissimo figlio Ascanio tra le braccia, inizia il tortuoso cammino dell’eroe virgiliano.

Il regista Olivier Kemeid non si ferma qui, sarebbe troppo scontato e facile: vuole raccontare il suo viaggio nei panni di un giovane Ascanio, il difficile percorso che ha portato la sua famiglia dall’Egitto al Canada, tra speranze di un futuro diverso e difficoltà sempre presenti. D’altronde, non sono forse simili e comparabili il viaggio compiuto da Enea (interpretato dal talentuoso Fausto Russo Alesi) e quello che quotidianamente affronta una moltitudine di persone in cammino o in navigazione pericolosa verso un domani migliore di ciò cui la vita li ha abituati? Entrambi fuggono da qualcosa, la rovina della propria civiltà e la guerra, lasciano macerie alle proprie spalle e si incamminano verso la nebbia di un futuro incerto ma che si augurano stabile e tranquillo.

Kemeid ribalta anche la prospettiva cui siamo abituati: la migrazione verso l’Europa è raccontata questa volta dalla parte di chi intraprende il viaggio, ma con un efficace e stordente cambiamento di ruoli, mettendo cioè i neri al posto dei bianchi e viceversa. La proposta di lettura del regista non vuole offrire soluzioni quanto piuttosto una visione diversa dal solito, che ci porti a immedesimarci nel ruolo scomodo di migrante e a capire che la storia è veramente ciclica e le migrazioni erano realtà già prima della nascita della civiltà occidentale. Possiamo anzi dire che proprio grazie a una di esse, il viaggio di Enea appunto, sono state gettate le fondamenta del mondo romano. Salite dunque sulla nave dell’eroe troiano e diventate migranti per una sera, non ne resterete delusi.

IL VIAGGIO DI ENEA, per la regia di Olivier Kemeid, con Fausto Russo Alesi. Al Teatro Carcano dal 22 novembre al 3 dicembre.





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