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"IL BORGHESE GENTILUOMO" AL TEATRO CARCANO

Data pubblicazione : 07/11/2017     
Autore : Antonio Sarti


Se c’è un mezzo di comunicazione che più di altri, insieme al cinema, si presta alla critica sociale in forma di presa in giro di determinati comportamenti, questo è il teatro: sul palcoscenico infatti, come su pellicola, il messaggio può passare in maniera più significativa. Non è un caso dunque che opere cinematografiche come “Il fascino discreto della borghesia” abbiano avuto un tale successo e siano diventati capisaldi del genere: “Il borghese gentiluomo”, opera seicentesca firmata da Molière, si inserisce meritatamente tra le rappresentazioni che segnano la storia della commedia storica. Sarà il Teatro Carcano, dal 7 al 19 novembre, a ospitare la nuova versione curata da Annarosa Pedol per la regia di Armando Pugliese, che vedrà nel ruolo principale il poliedrico e sempre efficace Emilio Solfrizzi.

Il ricco Jourdain trascorre la sua esistenza circondato da una cricca di adulatori e leccapiedi che cercano a loro volta di tirare avanti praticando la venerazione e l’assecondamento nei confronti del loro mecenate: egli invece sogna di acquisire un titolo nobiliare e dare così un senso alla sua vita. A fare da contraltare alle manie di grandezza morale dell’uomo ci pensa la sua consorte, Madame Jourdain, che tiene i conti della casa e porta un briciolo di razionalità nella famiglia. Saranno però i due servitori di casa, Coviello e Nicoletta, a giocare un brutto scherzo alla coppia borghese, approfittando dei sogni di nobiltà di Jourdain. Ma chi è quest’uomo veramente?

«Un personaggio totalmente puro ed essenziale – spiega Solfrizzi – che non necessita nemmeno di trucco. Jourdain sente la necessità di truccarsi soltanto quando i suoi servi lo avvertono che alla porta c’è una gran dama: i nobili finalmente stanno per arrivare a casa sua e quindi per la prima volta lui sarà a contatto con l’oggetto del suo desiderio».

Il sogno di uomo di diventare importante, di accrescere la propria cerchia di influenza e il proprio rispetto, per accedere alle tanto ambite stanze sociali della nobiltà. Un sogno smascherato, messo alla berlina da una coraggiosa e spregiudicata coppia di domestici che non esitano a spogliare il Re del suo sogno e a farlo apparire nudo agli occhi del pubblico; ma Jourdain, umiliato e ferito nel suo orgoglio, non fa una piega e non rinuncia alle sue ambizioni, una caratteristica peculiare di molti personaggi molieriani, come ricorda il regista Armando Pugliese: «Come l’avaro, come il malato immaginario, come l’ipocrita Tartufo, anche questo borghese che sogna di diventare gentiluomo è, nella cultura letteraria europea, un archetipo: è il modello esemplare e imprescindibile del nuovo ricco, dell’arrampicatore sociale, dell’ambizioso che pretende di comprare col denaro quei meriti e quei titoli che non avrà mai».

Al Teatro Carcano, dal 7 al 19 novembre, “Il borghese gentiluomo”. Con Emilio Solfrizzi, traduzione e adattamento a cura di Annarosa Pedol, regia di Armando Pugliese.





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