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MARC CHAGALL: poeta tra favola e utopia

Data pubblicazione : 24/09/2014     
Autore : Bruna Meloni


Se la pittura eʼ un atto dʼamore Chagall lo esprime attraverso il suo sguardo: una visione colma di meraviglia di fronte alla natura, lo stupore di fronte ai fiori, agli animali e a tutte le creature viventi e lo racconta con animo poetico utilizzando simboli e narrazioni provenienti dalla sua storia: la Russia, suo paese di origine e la sua cultura ebraica a Parigi, sua cittaʼ di adozione.

La sua arte viene a costituire una sorta di metissage fra le culture e le tradizioni e nella volontà di fare della contaminazione un valore, dellʼopera dʼarte un linguaggio in grado di esprimere alcuni interrogativi a tuttʼoggi irrisolti dallʼumanità, sta la radice fondamentale della sua modernità.
Milano, a Palazzo Reale, ospita "Una retrospettiva 1908-1985". Duecentoventi opere che ripercorrono la vita e la complessa vicenda umana del grandissimo artista, perennemente sospeso tra i propri tormenti interiori e la capacità di superarli attraverso una pittura tutta vitalità e colore."La più grande retrospettiva dedicata a questo artista negli ultimi 50 anni in Italia", sottolineano gli organizzatori, e di ciò ci si rende subito conto dopo aver iniziato a percorrere le prime sale di Palazzo Reale che la ospita, ricche di capolavori.

Dipinti ancora nelle collezioni degli eredi, e talvolta inediti, si affiancano a capolavori provenienti dai principali musei del mondo, allʼinterno di un percorso che intende illustrare lʼintera produzione dellʼartista, la cui vicenda biografica, quasi centenaria, gli ha permesso di venire a contatto con le più importanti avanguardie europee del Novecento. Il viaggio a tappe prende il via dal primo dipinto "Le petit salon" del 1908, realizzato a Vitebsk, nell´odierna Bielorussia, passando per il periodo parigino delle avanguardie, segue poi la fase americana, paese dove dovette fuggire per nascondersi dal nazismo, e si conclude con il ritiro finale nel sud della Francia. Qui, superata la depressione causata dalla perdita della moglie nel 1944, ritrovò quei colori liberi e brillanti e quelle immagini piene di amore e gioia di vivere da sempre capaci di trasportarci in un mondo di leggerezza e fantasia, in una sorta di favola illustrata.

Incontrando "Il compleanno" del 1915, opera del Moma che raramente emigra dal museo newyorkese, o "La passeggiata" del 1917-18, ci si rende conto di quanto il linguaggio di Chagall appaia moderno e si distingua dal resto dei movimenti di avanguardia , certuni ormai datati e rilegati a rappresentare una periodo preciso. Le opere scelte da Claudia Zevi e Meret Meyer, mettono in evidenza la visione lirica, carica di stupore e purezza, la personalissima e immediatamente riconoscibile rappresentazione del reale, che in composizioni come "La mucca con l´ombrello" del 46, diventa anche "sur-reale", come la definì l´amico Apollinaire.

Lungo il percorso espositivo i visitatori avranno modo di capire come fu possibile che Chagall, pur vivendo in un perenne esilio, non abbia mai perso quel filo rosso che lo legava alla sua fanciullezza; come seppe mantenere intatta, attraverso il tempo e le vicissitudini terribili che attraversarono la sua esistenza, la forma dello stupore, la gioia della meraviglia di fronte alla natura e allʼumanità e, insieme ad esse, la fiducia di credere e di provare in tutti i modi a costruire un mondo migliore.





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