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Luca Barbareschi porta il Discorso del Re al Teatro Parenti

Data pubblicazione : 23/10/2013     
Autore : Silvia De Bernardi


Il discorso del re, grande successo cinematografico di David Seidler, osannato dalle critiche ed entrato nel cuore di milioni di spettatori, è sul palco del Teatro Parenti, con Luca Barbareschi e Filippo Dini per la regia dello stesso Luca Barbareschi.
Nel teatro, come spiega il grande attore, permane ancora intatta la celebrazione della verità,l’esperienza spirituale che riporta ai principi e ai valori più umani.E questa resa drammaturgica  restituisce al testo originale proprio il tema etico e politico della responsabilità del potere, che la cinematografia gli aveva in parte sottratto.
Un armonico equilibrio tra dramma e leggerezza, giocato all´interno di una struttura fluida, in cui la vera forza sono i dialoghi e la caratterizzazione dei personaggi.
Si sorride, non tanto per mero divertimento, quanto per una tenerezza che si fa allegria. Si ride anche, per uno humour arguto che il film aveva per lo più sacrificato. E si piange, non per una drammaticità palpabile, quanto più per una condivisione delle difficoltà umane,una leggerezza soffusa e intelligente trasforma la tristezza in malinconia.
La storia fa da sottofondo culturale ad una commedia giocata in realtà su un racconto assolutamente personale, in cui le tematiche umane e psicologiche sono protagoniste.La figura emblematica del re si spoglia di ogni forma istituzionale, per apparire nel pieno della sua fragilità.Succeduto al trono come Giorgio VI, in seguito all´abdicazione del fratello, Bertie da sempre sofferente di balbuzie, si ritrova re senza averlo desiderato, in un´Inghilterra sull´orlo della  seconda guerra mondiale, disperatamente bisognosa di un leader. Ma un re che non può permettersi l´eloquenza, non potrà farsi amare e seguire dal suo popolo, e non potrà fare scelte in grado di cambiare il corso della storia. Così la moglie Elisabeth, gli organizza un incontro con l´eccentrico logopedista Lionel Logue, forse dai metodi poco ortodossi, ma persona capace di sondare le anime e di medicarle. Con una cura a metà strada tra il laboratorio teatrale e la seduta psicoanalitica insegnerà al Duca di York come superare l’incubo di parlare in pubblico, come  ridare ritmo, fiducia e potere alle sue parole e a tutti i suoi discorsi ufficiali.
Potere del linguaggio e valore della parola
escono vincitori da questa commedia piena di umanità, di amicizia, di buoni sentimenti e di saldi principi.
Eccellente e determinante il peso che ciascun personaggio, oltre ai due protagonisti, apporta alla commedia. Un quadro drammaturgico sapientemente composto grazie alle sfumature psicologiche dipinte da ognuno. Una melodia in cui ogni personaggio deve battere la propria nota, perché il pubblico possa percepirne il suono perfetto.





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