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Le Icone preveggenti di Warhol a Palazzo Reale

Data pubblicazione : 23/10/2013     
Autore : Bruna Meloni


Donʼt think about making art, just get it done. Let everyone else decide if itʼs good or bad, whether they love it or hate it. While they are deciding, make even more art”.
 
Questa la filosofia di Andy Warhol, Maestro della Pop Art, ora in mostra a Palazzo Reale a Milano con parte della collezione di Peter Brant, collezionista statunitense e “amico” prima ancora che “ammiratore” di
Warhol, come lui stesso ama definirsi. E proprio Brandt, con il contributo di Francesco Bonami, eʼ curatore della mostra.

Warhol
, personaggio controverso ed estremamente complesso, non smise mai di mostrare il lato oscuro di una America che, negli anni Sessanta, aveva iniziato un lento percorso di autocoscienza. Profeta di una societaʼ in cui
tutto tende ad essere spettacolarizzato Andy Warhol sceglie lʼimpersonalitaʼ, lʼindifferenza, dando soliditaʼ a cioʼ che eʼ banale. Ed eʼ la pratica della serialitaʼ a rendere Warhol cosiʼ noto al grande pubblico come lʼaver capito
che, attraverso il potere salvifico dellʼarte, si poteva dare valore iconico ad oggetti della nostra quotidianitaʼ.

Attraverso la serigrafia Warhol sfrutta, e nello stesso tempo crea, le icone della societaʼ capitalistica con da una parte lʼimpegno e dallʼaltra la leggerezza in una scala di valori livellata dalla societaʼ dei consumi di massa.
Ed ecco sfilare davanti ai nostri occhi i suoi ritratti icastici - Marilyn Monroe, Liz Taylor, Elvis Presley, Mao Tse-Tung, ed anche le zuppe Campbellʼs, le famose scatole di detersivo Brillo Box , la Coca-Cola.





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