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La Pittura Inquieta di Rodolfo Arico' alle Gallerie d'Italia

Data pubblicazione : 15/10/2014     
Autore : Bruna Meloni


Protagonista indiscusso nel contesto internazionale delle ricerche aniconiche già dagli anni Sessanta, sin dagli inizi del suo percorso Rodolfo Aricò ha sempre concepito la pittura come questione autenticamente e profondamente esistenziale, mai come ricerca di soluzioni puramente formali: un viaggio “non oltre il limite del visibile, ma oltre il limite del pensabile”.
Pittura inquieta titola Rodolfo Aricò una sua opera del 1998, oggi nelle collezioni Intesa Sanpaolo: definizione poetica e significante, che si è scelta per riassumere il senso del suo lavoro nellʼultima stagione creativa della sua vita, che va dalla fine degli anni ottanta alla sua scomparsa nel 2002. Un periodo significativo in una parabola creativa lunga e complessa, che vede lʼartista attivo già alla fine degli anni cinquanta, attraversare la seconda metà del XX secolo dando vita a una sua specifica declinazione di pittura oltre le coordinate acquisite del dipingere, secondo traiettorie di indipendenza e radicalità rispetto allʼavvicendarsi di correnti e tendenze.
Durante gli anni Novanta Aricò articola una serie di mostre personali nelle quali inaugura una relazione con lo spazio sempre più fisicamente e corporalmente inteso come dramma di una materialità in implosione ed esplosione ininterrotta. In parallelo allʼattività artistica, intensifica anche quella teorica, affiancando agli scritti inerenti il proprio lavoro racconti visionari e fantastici di natura autobiografica.

La mostra che vi proponiamo oggi - fino al 18 gennaio 2015 alle Gallerie dʼitalia di Intesa San Paolo a Milano - ha come fulcro proprio questʼultima stagione creativa di Rodolfo Aricò , uno tra i protagonisti dellʼarte italiana della seconda metà del XX secolo, punto di riferimento di quella corrente internazionale che negli Stati Uniti prende il nome di Post-Minimal Painting , una riflessione intima dellʼartista sul suo ruolo e sul fare pittura che si distacca completamente dai condizionamenti della realtà.
Le opere dʼarte del Novecento presenti nelle collezioni Intesa Sanpaolo riuniscono un patrimonio proveniente dai diversi istituti di credito che sono confluiti nel Gruppo e delineano un percorso culturale che attraversa tutto il secolo, testimoniando significativamente i momenti più salienti, gli entusiasmi, le provocazioni e le problematiche che hanno caratterizzato la nostra storia recente.

Nellʼattuale collezione, che vanta oltre 3.000 opere tra dipinti, sculture e altre tecniche esplorate nel XX secolo, vicende e protagonisti dellʼarte italiana del Novecento sono ampiamente rappresentati, con opere spesso di prima qualità e con unʼimportante storia: quattro capolavori di Boccioni, opere di Balla, Carrà, De Chirico, Funi, Mafai, Sironi, Rosai, Spadini, Tosi, Zanini, oltre a una importante presenza di autori del primo Novecento di carattere “regionale”, fino alla parte più cospicua delle opere, che si riferisce allʼarte del secondo Novecento, dove è possibile individuare alcuni percorsi che coprono quasi tutte le tendenze proposte nellʼarte italiana del periodo.











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