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Hamlet tra Iran e fisica quantistica

Data pubblicazione : 26/09/2014     
Autore : Silvia De Bernardi


Un grande classico, AMLETO, in una riscrittura intrecciata di cultura orientale e fisica quantistica, un’esplorazione imprevedibile e accattivante sul palco del Piccolo Teatro.
Una Prima Nazionale assoluta apre la stagione di Milano, il Quantum Theater individua nell’opera di Shakespeare un terreno di indagine perfetto per mettere a nudo le contraddizioni della natura umana.
E il regista Iraniano Arash Dadgar sceglie di portare sulla scena l’incertezza e il mistero degli esseri umani e dei loro destini, così splendidamente espressi dal poeta drammaturgo inglese,  con un sapore etnico orientale. Perché se i dubbi e le domande dell’umana specie sono sempre gli stessi, le prospettive delle diverse culture possono suggerire squarci differenti.
Lo stesso Dadgar così spiega infatti : “non ho mai voluto mettere in scena le tragedie di Shakespeare alla maniera europea: sarebbe stato stupido e avrei fatto una brutta copia di quello che altri sanno fare meglio”.

Una rilettura però anche estremamente moderna, che tenga conto delle nuove teorie scientifiche, la tragedia in fondo è una continua collisione tra gli elettroni, e come nella fisica i risultati di tali collisioni sono imprevedibili. Così in Hamlet se i comici non fossero arrivati a Elsinore  Amleto non avrebbe inscenato nessuna commedia, e se Polonio non si fosse nascosto dietro l’arazzo, non sarebbe stato ucciso.
Sul palco del Piccolo insomma i ”se” e i ”ma” di ogni uomo, di ogni destino, di ogni storia.
TRA  IRAN  E  HAMLET  DEL  QUANTUM  THEATER, SHAKESPEARE  FISICA  QUANTISTICA: Al Piccolo Teatro Studio, dal 30 settembre al 4 ottobre, libero adattamento di Shahram Ahmadzadeh.





Trame di rameSpeaking in tongues al Teatro Libero