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OSCAR 2017, TUTTI I PREMI: È MOONLIGHT IL MIGLIOR FILM DELL'ANNO

Data pubblicazione : 27/02/2017     
Autore : Antonio Sarti




Si è conclusa da poche ore la maratona notturna che gli Academy Awards regalano agli appassionati di cinema: ecco come è andata per chi non ha seguito la diretta e vuole sapere in breve chi ha vinto cosa.

Il succo della serata, per rispondere subito alla domanda più importante, è che La La Land vince ma non sfonda, e soprattutto perde la corsa al miglior film: come prevedibile il musical con Emma Stone e Ryan Gosling si porta a casa il maggior numero di statuette dorate, senza tuttavia nemmeno avvicinarsi ai grandi numeri delle candidature, fermandosi a sei Oscar ma conquistando comunque quelli considerati più rilevanti ai fini del giudizio sul film. Un successo dunque ma non il trionfo annunciato alla vigilia.

Dietro invece regna un grande equilibrio, segno che nessuno è riuscito a convincere del tutto i giurati e che La La Land è verosimilmente l’unico film completamente ottimo su tutti i fronti: sono tre i riconoscimenti conquistati da Moonlight (oltre al miglior film, Mahershala Ali come attore non protagonista e sceneggiatura non originale) due quelli per Manchester by the sea (Casey Affleck miglior attore e la sceneggiatura originale) e La battaglia di Hacksaw Ridge (sonoro e montaggio), mentre Arrival e Barriere si fermano a una sola statuetta.

La vera notizia della serata è l’Oscar a Damien Chazelle, regista di La La Land che si aggiudica il premio a soli trentadue anni, il più giovane nella storia dell’Academy e sicuramente una delle più belle realtà del momento: dopo il premio di due anni fa per la sceneggiatura non originale con Whiplash, Chazelle porta a casa un meritato riconoscimento, un giovane prodigio a cui La La Land deve sicuramente ampia parte del suo successo.

Tra i flop dell’edizione 2017 la palma del peggiore va a Lion – La strada di casa, che nonostante le ottime premesse e un giudizio complessivamente positivo di critica e pubblico non concretizza nemmeno una delle sei candidature.
Nessuna sorpresa nel premio al miglior film straniero: gli Oscar si confermano palcoscenico importante per la scena politica e proprio in questa chiave si può leggere l’assegnazione a Il cliente di Asghar Farhadi, che per protesta verso il bando agli iraniani da parte di Donald Trump ha deciso di non prendere parte alla cerimonia.

Per l’Italia, dopo tre anni consecutivi di successi (La grande bellezza nel 2014, Milena Canonero nel 2015 ed Ennio Morricone nel 2016) le poche speranze erano riposte in Fuocoammare di Gianfranco Rosi, candidato come miglior documentario straniero: se la pellicola vincitrice dell’Orso d’oro non ce l’ha fatta a conquistare l’Academy, la vera sorpresa è arrivata però ancora una volta dalle categorie tecniche, con Suicide Squad degli italiani Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini, che si sono aggiudicati la statuetta per il trucco.

Capitolo animazione: sui cortometraggi tutto va secondo pronostico, con Piper della Pixar che conquista il meritato premio per un corto che fa della qualità dell’immagine e del messaggio trasmesso la sua forza. Nei lungometraggi la spunta Zootropolis, film premiato dal botteghino e dal gradimento degli spettatori prima che dagli Oscar, la conferma che nonostante le nuove potenze emergenti la Disney sta ancora davanti a tutti (e si porta a casa anche il premio per gli effetti speciali a The Jungle book).

LE CURIOSITA’

Nella categoria riservata ai migliori documentari, che ha visto la sconfitta di Fuocoammare, l’ambito premio è andato a O.J.: Made in America, lungometraggio di oltre sette ore che racconta la vita del celebre O.J. Simpson, una scelta sicuramente insolita che premia la storia biografica e discussa del campione di football rispetto al tema dell’immigrazione che ci si aspettava potesse fare una presa maggiore sui giurati.

Un tema, quello della disperazione umana causata dalla guerra, che è stato trattato e premiato in The white helmets, un cortometraggio documentario che racconta la quotidiana eroicità della Difesa Civile Siriana, un’organizzazione sorta nel corso del conflitto che si è specializzata in interventi di pronto soccorso e di estrazione di persone dalle macerie delle case bombardate.

Nel finale anche un piccolo giallo sulla vittoria dell’Oscar a miglior film: assegnato inizialmente a La La Land, dopo il discorso di ringraziamento è emerso un errore di lettura dalla busta, che indicava invece correttamente Moonlight come vincitore: tra la comprensibile delusione dei primi e la gioia dei secondi, è così calato il sipario anche quest’anno sugli Academy Awards.





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