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CINEMOZIONI: "PERSONAL SHOPPER", UN THRILLER ATIPICO DALLE ATMOSFERE INSOLITE

Data pubblicazione : 21/04/2017     
Autore : Antonio Sarti



La protagonista del thriller, interpretata da Kristen Steward, è Maureen, una giovane donna che vive a Parigi e si mantiene grazie al lavoro come “personal shopper” di una nota attrice, Kyra. La ragazza ha appena perso il fratello gemello Lewis a causa di una malattia genetica di cui è anche lei affetta. I gemelli, entrambi dotati di una particolare sensibilità verso il mondo dei morti, capacità definibile come medium, si erano promessi di comunicare tra di loro anche dopo il trapasso di uno dei due: così Maureen è in costante attesa del segnale del fratello, che però non riesce a riconoscere.

Ad infittire la trama vi è la presenza costante di un'entità, una sorta di fantasma che la protagonista non riconosce essere Lewis: una lunga sequenza vede la protagonista alle prese con uno sconosciuto che le manda dei messaggi sullo smartphone, chi è non ci è dato a sapere. Il fratello Lewis, un'entità malvagia o l'ex compagno della sua datrice di lavoro, la famosa attrice? La domanda non viene risolta nemmeno alla fine del lungometraggio ma rimane come dubbio a tormentare lo spettatore.

L'attrice hollywoodiana Kristen Steward riesce in “Personal shopper” a uscire dal cinema commerciale e ricavarsi uno spazio di pura recitazione in un film non condizionato dagli incassi e dal consenso del grande pubblico. Il regista francese, dal canto suo, riesce a far emergere la Steward mettendola a nudo, sia fisicamente che nel ruolo vero e proprio di attrice, grazie alle riprese che la vedono sfrecciare in motorino per una caotica Parigi (per cui l'attrice non ha richiesto una controfigura) come anche nelle scene più intime.

Il film, decisamente sperimentale, si presenta al contempo come un horror, soprattutto nelle scene che vedono la presenza di uno spettro e nell'omicidio di Kyra, ma allo stesso tempo richiama l'atmosfera tipica dei thriller, grazie alla continua meditazione della protagonista sul senso di ciò che accade e sulla sua identità. Nonostante l'idea piuttosto geniale, il lungometraggio non gode di una trama forte e immediata tale da renderlo facilmente appetibile al pubblico medio.





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