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CINEMOZIONI: LA RECENSIONE DI "NOI SIAMO TUTTO"

Data pubblicazione : 29/09/2017     
Autore : Antonio Sarti



Fino a che punto sareste disposti a spingervi pur di proteggere ciò che più vi sta a cuore? Una domanda che suona retorica ma che la sceneggiatura di Noi siamo tutto, ispirata dall’omonimo romanzo di Nicola Yoon, riesce a tenere sottotraccia fino al plot twist finale, un colpo di scena a effetto che comunque la caratterizzazione dei personaggi e alcune apparenti incoerenze nello sviluppo del soggetto rendono a posteriori non così sorprendente. Partiamo dall’inizio, dalla casa di cristallo e paure che circonda e imprigiona Maddy, una diciottenne malata di una grave forma di immunodeficienza combinata: un solo piede fuori dal caldo nido costruitole attorno da una madre-medico eccessivamente apprensiva e la sua breve vita potrebbe finire improvvisamente.

Se la madre appare premurosa fino all’ossesso, d’altro canto Maddy sembra a suo agio nella prigione dalle luminose vetrate in cui trascorre la sua vita tra un libro e i modellini da designer in cui traspone la sua immaginaria esistenza al di fuori da casa. A rompere il fragile equilibrio interiore della ragazza contribuirà la conoscenza, sempre con un vetro di mezzo, con Olly, un coraggioso coetaneo che saprà andare oltre le difficoltà di un rapporto virtuale cambiando radicalmente le prospettive di Maddy.

Il film della regista canadese Stella Meghie si pone, con le dovute differenze di target, sulla falsariga di quanto già visto solo un paio d’anni fa nell’eccellente Room con Brie Larson (vincitrice di un Oscar), anche se la prospettiva da cui osserviamo questa volta la tematica è decisamente meno cupa e angosciante: cosa può succedere a una persona che dopo aver trascorso l’intera esistenza entro le stesse quattro mura, esce per la prima volta a scoprire il mondo? L’effetto è evidentemente traumatico, ma il gioco vale la candela come dimostrano entrambi i film; la scelta di Maddy di vivere “un giorno da leone” piuttosto che i consueti grigi “cento giorni da reclusa”, l’emozione di respirare l’aria non asettica del mondo reale val bene la scelta di correre il rischio. Una scelta che avrà delle conseguenze ma che aprirà un nuovo capitolo inatteso della sua vita.

Pur essendo catalogabile nella categoria dei “teen movie”, Noi siamo tutto mostra comunque una profondità di tematica e sviluppo non comune per il genere, pur nei consueti tratti romantici che tanto conquistano e che hanno lo spiacevole effetto di spostare sulla storia d’amore il centro del racconto, aspetto che invece ha il solo compito di guidare Maddy alla scoperta del mondo, la goccia che fa traboccare il vaso colmo di curiosità della ragazza.





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