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CINEMOZIONI: LA RECENSIONE DI "FAMIGLIA ALL'IMPROVVISO"

Data pubblicazione : 05/05/2017     
Autore : Antonio Sarti



È in programmazione nei principali cinema di Milano “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”, una commedia dai risvolti divertenti ma anche profondi e drammatici sotto certi aspetti.

La trama è molto lineare, Samuel (il superlativo Omar Sy di “Quasi amici”) è il classico Peter Pan che l’età adulta l’ha passata da un pezzo, ma ancora trascorre il suo tempo tra feste e conquiste amorose: sarà proprio una di questa a cambiargli la vita, tornando improvvisamente da lui con la figlia appena nata di entrambi, abbandonandola dal padre. Un evento tragicomico per il ragazzo, che tenta disperatamente di restituire il “pacco” a Londra, dove la madre vive: qui una serie di imprevisti faranno precipitare la situazione, ma porteranno anche la strana coppia padre-bambina a iniziare un nuovo e tortuoso percorso di crescita che non è solo fisica (per la piccola Gloria) ma anche e soprattutto psicologica per Samuel.

«Famiglia all’improvviso» poggia su un cast di ottimo livello: un’altra grande interpretazione per Omar Sy, che piacerebbe ora vedere alla prova su un prodotto diverso, così come buona è la prova di Gloria Colston nei panni della bambina co-protagonista della storia.
Peccato per il solito vizio italiano di cambiare i titoli dei lungometraggi stranieri: il «Demain tout commence» dell’originale versione francese evoca molto meglio le atmosfere e i sentimenti che emergono da questo film, anche se il richiamo al titolo dell’originale messicano «Instructions Not Included» (2013) di cui quest’opera è remake risulta apprezzabile.

I temi toccati sono molti e contrariamente a quanto il trailer lascerebbe pensare sono anche ben trattati, con un tocco delicato e mai eccessivamente melodrammatico: la difficoltà di crescere un figlio non atteso, soprattutto per una persona che ancora non ha completato un percorso di maturità personale, trova un grande contraltare nell’amore spropositato che un evento comunque non cercato come la nascita di un figlio porta in sé: Samuel imparerà a voler bene a quel piccolo batuffolo di capelli che si ritrova forzatamente tra le braccia, cambiando radicalmente i propri progetti di vita per dedicarsi esclusivamente a lei. Anche la sottile differenza tra chi un figlio lo genera e chi invece lo accudisce e lo cresce sarà oggetto di analisi, pur senza entrare troppo in temi etici che mal si abbinerebbero a un tale genere di film.

Nel complesso le circa due ore di proiezione scorrono senza grossi intoppi, grazie a una sceneggiatura che se la cava bene, concentrando nella prima parte di film le situazioni maggiormente comiche e riservando per il finale i turning point e gli aspetti più drammatici e coinvolgenti della storia; di fronte dunque a una commedia francese che non si discosta molto dal genere a cui oltralpe ci hanno abituato negli ultimi anni, viene da chiedersi una volta di più perché in Italia non si vedano produzioni di questo tipo, che invece il pubblico sembra invece gradire.





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