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La realta' virtuale di Inarritu ci porta fra i migranti

Data pubblicazione : 26/05/2017     
Autore : Bruna Meloni



Segnate subito le date di questo imperdibile evento: dal 7 giugno al 18 gennaio 2018. Ma di cosa si tratta? Parliamo del progetto Carne y Arena l'installazione realizzata da Alejandro Iñarritu per la Fondazione Prada e presentata in anteprima la festival di Cannes.

La caparbieta' di Iñarritu e' conosciuta ai più' ed i suoi film nascono dopo anni e anni “di pensieri, ricerche e incontri”. Non stupisca, quindi, che il regista abbia impiegato più' di quattro anni per realizzare questo corto di realtà virtuale prodotto e finanziato da Legendary Entertainment e Fondazione Prada.

Il progetto artistico, realizzato con il suo collaboratore di lunga data, il montatore tre volte premio Oscar Emmanuel Lubezki, esplora - sfruttando tecnologie di ultima generazione - l’intensa esperienza di un gruppo di persone che tenta di attraversare il confine tra Messico e Stati Uniti.

Basato sul racconto di fatti realmente accaduti, il progetto confonde e rafforza le sottili linee di confine tra soggetto e spettatore, permettendo ai visitatori di camminare in un vasto spazio e vivendo una parte del viaggio con un gruppo di disperati che tenta di raggiungere l ' “America”.


“Carne y Arena” utilizza le più recenti e innovative tecnologie di realtà virtuale, mai usate prima, per creare un grande spazio multi-narrativo che include personaggi reali. Sara' possibile vivere un’esperienza individuale della durata di sei minuti emezzofra personaggi virtuali che hanno paura e sono braccati.Ci troveremo nel deserto messicano a camminare sulla sabbia assordati dal rumore di un elicottero che da la caccia ai migranti e accecati da un faro puntato addosso. Accanto a noi camminano una coppia con un bambino, una vecchia che zoppica e cade , un uomo con un neonato al collo che urlano la loro storia. Arrivano due camioncini pieni di agenti che ci puntano i fucili contro..insomma, siamo li; non e' come vedere dei personaggi sul grande schermo.

“Nel corso degli ultimi quattro anni, mentre l’idea di questo progetto si formava nella mia mente, ho avuto il privilegio di incontrare e intervistare molti rifugiati messicani e dell’America centrale. Le loro storie sono rimaste con me e per questo motivo ho invitato alcuni di loro a collaborare al progetto” afferma il quattro volte premio Oscar Iñárritu. “La mia intenzione era di sperimentare con la tecnologia VR per esplorare la condizione umana e superare la dittatura dell’inquadratura, attraverso la quale le cose possono essere solo osservate, e reclamare lo spazio necessario al visitatore per vivere un’esperienza diretta nei panni degli immigrati, sotto la loro pelle e dentro i loro cuori”.

Un'emozione e un'esperienza tutta da vivere; non perdetela.





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