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LA PELLICOLA INFINITA DI ROSA BARBA

Data pubblicazione : 12/05/2017     
Autore : Bruna Meloni



Il titolo della mostra di Rosa Barba allestita presso lo Shed di Hangar Bicocca e' From Source to Poem to Rhythm to Reader con un 'allestimento che crea - come d'altronde in tutte le mostre dell'hangar - una stretta comunione fra il display delle opere e l'anima industriale della struttura che le accoglie.
Cinque i film proiettati che vengono mostrati per la prima volta in Italia.
Il film 35 mm From Source to Poem e' girato in Virgina nel National Audio-Visual Conservation Center, parte della Library of Congress, che contiene oltre quattro milioni di titoli tra immagini e registrazioni sonore. Qui ritroviamo il tema ricorrente del deserto, considerato dalla Barba una distesa di memoria, un vero e proprio archivio.
Ma non solo deserto: nel secondo film, Subconscious Society, a Feature, che narra la fine dell'epoca della Rivoluzione Industriale, troviamo paesaggi abbandonati dall'uomo trasformati in relitti di un tempo passato.
In The Empirical Effect, invece, i protagonisti sono i testimoni sopravvissuti all'ultima eruzione del Vesuvio. Il film, ambientato sulle pendici del vulcano, e' per la Barba una metafora delle difficili relazioni tra societa' e politica in Italia; mette in scena un'evacuazione che in realta' non ha mai avuto luogo.
Enigmatic Whisper e' un omaggio allo scultore americano Akexander Calder mentre l'ultimo film A home for a Unique Individual e' composto dalla proiezione in
contemporanea di due film su un unico schermo centrale: da un lato sono proiettate riprese aeree, quasi astratte, di “citta' di roulotte” mentre dall'altro, frammenti di testo.

Il fil rouge di tutta la mostra e' la pellicola in tutte le sue declinazioni e sia le stesse bobine che i proiettori , modificati in vari modi, diventano vere e proprie sculture cinetiche.

Sono varie le installazioni in mostra; ve ne descriviamo alcune.
In The Long Poem Manipulates Spatial Organization il proiettore viene inclinato di 45 gradi creando cosi' un'immagine distorta entro la quale sono proiettate delle lettere che assumono la connotazione di note su uno spartito.
Con Hear, There, Where The Echos Are l'artista crea un'installazione in cui luce e suono sono in sincrono al ritmo di una musica suonata da una batteria.
E ancora Spacelenght Thoughts, Boundaries of Consumption, Sight Enables Us To Appreciate Distance e varie altre tutte con lo stesso filo conduttore. A tal proposito la critica Meliss Gronlund cosi' definisce i lavori dell'artista: “Che siano film, installazioni o pubblicazioni, tutte le opere di Rosa Barba si interrogano sulla funzione di immagini filmate come forma di scrittura”

L'italianissima artista – e' nata ad Agrigento nel 1972 – ha studiato all'Accademia di Colonia ed in seguito ad Amsterdam e attualmente vive a e lavora a Berlino.
Rosa Barba ha partecipato a diverse rassegne internazionali fra cui tre edizioni della Biennale di Venezia, la Biennale di San Paolo e la Biennale di Sidney, Berlino e Liverpool. Nella primavera del 2016 il MoMA di New York le ha dedicato una speciale serata di performances. I suoi film, installazioni e sculture hanno vinto numerosi premi.

All'Hangar Bicocca fino all'8 ottobre





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