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BURN! NIDHAL CHAMEKH´s SOLO SHOW

Data pubblicazione : 24/02/2016     
Autore : Bruna Meloni


Dopo la sua partecipazione alla 56a edizione della Biennale di Venezia e alla Biennale di Dakar, arriva a Milano il giovane tunisino Nidhal Chamekh figlio di un attivista, ora sotto la protezione del potente banchiere e mecenate Lazaar.

Chamekh è impegnato nell’analisi della sua generazione attraverso il visivo e nella sperimentazione delle potenzialità del linguaggio. Le sue creazioni presentano una possibile interpretazione del nostro tempo, nella intersezione tra un microcosmo biografico e un quadro politico, tra esperienza personale e storia, tra evento e archivio. Dalla progettazione all’installazione Nidhal Chamekh analizza, attraverso le sue opere, la costituzione stessa della nostra identità contemporanea.


Alla Primo Marella Gallery, fino al 25 marzo - su appuntamento - sara´ possibile scoprire il lavoro di questo artista nordafricano attraverso la Mostra “Burn! Nidhal Chamekh´s solo show”.
Alcuni popoli e civiltà hanno la consuetudine di bruciare le spoglie dei propri defunti. Anche i Greci lo facevano: il loro rito permetteva all’anima di effettuare il proprio viaggio negli Inferi e nell’Aldilà, oppure di reincarnarsi. Solo la cenere rimane quale traccia e memoria: un lutto che accompagna le parole di coloro che restano.
Le creazioni di Chamekh riprendono la testimonianza - tracce e cenere - dei diversi avvenimenti storici per ridonare loro uno sguardo più mirato e promettere la giustizia.


Ecco il busto sorridente d’Annibale che ci guarda e accoglie in una tonalità diversa da quella che l’ha segnato durante tutta la storia. Un sorriso ironico che rimette in discussione tutte le distanze che l’Europa, erede di Roma, mette attualmente tra sé e gli altri – fra costoro figurano i migranti nord-Africani, discendenti di Annibale. E questo sorriso è posto sul confine, alle spalle del mar Mediterraneo e di fronte ad un Ufficio Immigrazione (Transmigration).


Ed ancora la serie dei tre grandi disegni in cui di Nidhal Chamekh riprende i tre scatti fotografici dell’assassinio del giovane militante e poeta Fadhel Sassi, durante le rivolte del pane in Tunisia nel 1983. Su tele bianche - come uno schermo cinematografico - l’artista ha proiettato l’istante della morte sovraesponendo il corpo disteso allo sguardo, trasformando questo momento tragico nella creazione di un eroe, ma anche rendendo testimonianza della violenza inaudita propria dei regimi dispotici di questi paesi del Mediterraneo. Inoltre opere disegnate con il neon e una serie di disegni dal titolo “Memoires promises”.





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