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BOOM 60! ERA ARTE MODERNA

Data pubblicazione : 27/10/2016     
Autore : Bruna Meloni


Al Museo del Novecento, una mostra - allestita dall´ Atelier Mendini - che racconta i diversi aspetti della cultura visiva italiana tra i primi anni Cinquanta e i primi Sessanta e alla sua restituzione mediatica tramite i popolarissimi canali di comunicazione di massa, facendo principalmente perno sul contesto di Milano, centro al tempo stesso della grande editoria commerciale del tempo e di una buona parte della ricerca artistica più avanzata.



La mostra, curata da Mariella Milan e Desdemona Ventroni con Maria Grazia Messina e Antonello Negri, inaugura i nuovi spazi espositivi con un percorso articolato tra Arengario e Piazzetta Reale. Un’ampia rassegna che persegue l’obiettivo di approfondire i temi dell’arte italiana del ‘900 arricchendo il percorso permanente museale, anche grazie all’estensione in nuove sale espositive. Nell’ideazione e nella scelta delle opere, oltre a prestiti di Musei e raccolte pubbliche e private, è stato possibile attingere alla ricca collezione del Museo del Novecento: dipinti e sculture del patrimonio civico a partire dalla collezione Boschi di Stefano che, non essendo esposti in modo permanente, risultano in questo modo una affascinante riscoperta.


La mostra esplora l´arte moderna com´era raccontata dai rotocalchi negli anni del "boom”. Riviste come”Epoca", "Le Ore", "L´Europeo", in quegli anni infatti raggiungono le loro massime tirature, diventando non solo un importante strumento di intrattenimento, ma anche lo specchio fedele della mentalità e delle aspirazioni collettive.I temi dell´arte – dalle polemiche sull´astrattismo e sui nuovi materiali, al genere sempre amato del ritratto fino alla rappresentazione degli artisti di successo – vi si intrecciano con la presenza di celebrità del cinema, della tv, della canzone. E’ anche il periodo in cui si affacciano da protagonisti il mercato e il collezionismo, in linea con lo spirito del "miracolo", in nome del quale l´arte sembra destinata a entrare, come il frigorifero e la lavatrice, nelle case di tutti.


L’esposizione restituisce quindi i diversi aspetti della cultura visiva italiana in un momento particolare, in cui le novità artistiche si scontrano con le attese di un grande pubblico molto diffidente nei loro confronti. Le riviste giocano un ruolo fondamentale, poiché a volte assecondano il pubblico nei suoi pregiudizi, altre volte invece cercano di calare il mondo dell´arte nelle forme della cultura di massa. Sono circa centoquaranta le opere di pittura, scultura e grafica scelte per l’esposizione. Quattro le sezioni in cui è suddivisa la mostra:”Grandi mostre e polemiche", "Artisti in rotocalco", "Artisti e divi", "Mercato e collezionismo", con le più diffuse illustrazioni fotografiche e televisive delle opere stesse e dei loro autori. La rassegna è arricchita anche da una sezione documentaria che presenta al pubblico, nella sala Archivi del Museo, le riviste e i loro diversi modi di raccontare l´arte moderna, dalle copertine alle inchieste, dalle rubriche di critica alla pubblicità






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