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ARMAN: EMERSIONS

Data pubblicazione : 17/02/2017     
Autore : Bruna Meloni


La Galleria Cardi, nota per la sua attenzione verso artisti storici nazionali ed internazionali , presenta da oggi – per la prima volta in Italia – tredici opere realizzate fra il 1998 e il 1999 da Arman, artista francese naturalizzzato americano raccolte nella mostra “Arman: Emersions”. Questa serie era stata esposta, finora, solo alla Galerie Piltzer a Parigi nel 1999.


Nato a Nizza nel 1928, Arman è tra i primi firmatari (insieme a Klein, Hains, Raysse, Tinguely, Villeglé, Dufrêne) ed esponente di rilievo del Nouveau Réalisme, il movimento nato attorno al critico Pierre Restany che nell'aprile del 1960 ne stilò il manifesto."Il Nouveau Réalisme è una rivoluzione dello sguardo, una nuova dimensione della sensibilità. Questi nuovi realisti considerano il mondo come un quadro, la grande opera fondamentale di cui si appropriano certi frammenti dotati di significato universale. Ci mostrano il reale negli aspetti diversi della sua totalità espressiva".
Per i “nuovi realisti” l'evento estetico deve prodursi nel contesto della fenomenologia del mondo moderno e illuminarne alcuni aspetti significativi con l'intento preciso di alterare un ordine precostituito determinando una rottura nella routine del consumo. Ma anche il rifiuto della tecnica e' una tecnica: cio' che si rifiuta e' la tecnica organizzata, progettuale, cioe' la tecnica con cui la societa' industriale organizza la propria attivita'. Questo processo si ritrova nell'opera, quasi paradigmatica, di Arman. Artista tra i più prolifici della seconda metà del Novecento, ha utilizzato per la creazione delle sue opere diverse forme d'arte, dalla pittura alla stampa, dalle sculture in bronzo fino alle sue note “accumulations” (Una collezione di oggetti simili assemblati in teche di vetro o legno con cui l'artista mette in discussione ironicamente il comune senso del rifiuto e dell’oggetto scartato nel consumo massificato).


Ma torniamo alla nostra mostra. Le Emersions segnano per Arman un nuovo rapporto tra la pittura e l'oggetto; è l’atto di emergere, di uscire da un ambiente liquido e apparire in superficie e i frammenti oggettuali sembrano affiorare dal fondo organico dopo un naufragio al quale hanno resistito. Al tempo della loro creazione lo stesso Arman dichiarava: “molti lavori di questa serie fanno pensare a disastri naturali, come colate laviche o fiumi di fango. Ma un manufatto si trova annegato in esso, come se fosse sbagliato per l’essere umano opporsi alla natura”. Queste opere prendono spunto dalla visione di un mondo contaminato coperto di petrolio, fango e inquinamento.
 
Ed ecco davanti a voi sedie, biciclette, innaffiatoi, ventilatori etc con l'”effetto minerale” che deriva dalla patina metallica applicata su questi oggetti dall'artista; oggetti che riescono comunque a trasmettere un'impressione di omogeneita' cromatica grazie alla pittura acrilica che Arman utilizza come rivestimento e collante.

La mostra, realizzata in collaborazione con Corice Arman e l'Arman Marital Trust sara' visitabile fino al 23 giugno.
Galleria Cardi Corso di Porta Nuova, 38 Milano





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