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"IL SEME DEL TAMARINDO"

Data pubblicazione : 30/10/2017     
Autore : Alice Civai


Milano è una città dalla doppia anima: da un lato troviamo vie larghe, moderne pareti di vetro, piazze avanguardistiche e palazzi che con la loro altezza sembra vogliano sfidare il cielo; dall’altro ci sono invece zone tranquille, immerse in un’atmosfera più rilassata, con palazzi storici dai grandi portoni che nascondono incantevoli giardini. Proprio in una di queste preziose “oasi private”, nel pieno centro città, si trova un piccolo gioiello: IL SEME DEL TAMARINDO, un laboratorio artistico allestito nella corte di via Donizetti 9 da artisti artigiani, maestri della lavorazione del legno, nuovo slancio espressivo di una vecchia falegnameria milanese, attiva da oltre quarant’anni e diventata l’azienda Programma Arredo Italia.

Entrati nel piccolo spazio la prima cosa che si nota è il profumo del legno, un odore pungente e dolce allo stesso tempo, che rimanda la mente a vecchie storie, a un mondo fatto di manualità e abilità, dal sapore antico. Non bisogna però farsi ingannare, passato il primo impatto, l’occhio ci riporta alla realtà dei fatti: non siamo di fronte a opere di vecchia concezione, bensì a manufatti di alta qualità dal sapore moderno e accattivante.

Questo mix ben calibrato tra l’antico mestiere della lavorazione del legno e la mentalità innovativa e contemporanea dà vita a delle opere di notevole valore tecnico e artistico, che coniugano alla perfezione elementi di vecchio uso, recuperati dall’oblio del tempo, alla necessità di funzionalità e a forme di design dalla linea moderna e attuale.
Ne sono perfetto esempio il mobile da cucina che troviamo subito all’ingresso, costituito da parti in legno di rovere e da altre in ferro dalle linee semplici, pulite e moderne, ma impreziosito da antiche grate, recuperate e riutilizzate, in un perfetto connubio tra il nuovo e l’antico; o ancora elementi d’arredo e di uso quotidiano (come dei particolarissimi porta bottiglie) ricavati da travi medievali o da elementi del territorio.

“Il Seme del Tamarindo” però non è solo un temporary shop, una vetrina per un’azienda, ma grazie alla sensibilità di Giorgio Roversi, è un vero e proprio punto d’incontro artistico: nelle tre sale espositive si vedono affiancate opere di vari artisti e diversa natura, dalla pittura su tela alla fotografia, da opere scultoree costruite con quello che il mare riporta a riva alle creazioni in ebano. Il fil rouge che collega tutti questi lavori è personale, non comprensibile alla vista, ma percepibile dall’armonia che le opere tra loro creano.

Un’atmosfera sospesa ed estremamente particolare quella che troviamo a “Il Seme del Tamarindo” resa tale anche dalla vicinanza di un altro atelier: nella stessa corte troviamo infatti il laboratorio di un altro artista, Nicola Bottalico, che crea opere figurative e astratte, contraddistinte dalla particolare intelaiatura retroilluminata, che dona alle opere una notevole vitalità ed espressività.

La sapienza e la tecnica si sposano con passione ed incanto andando a riaffermare ancora una volta nella storia la grande capacità non solo manuale ma anche artistica dell’artigianato italiano, un connubio manifesto, visitabile fino a dicembre in via Donizetti, in un luogo d’incontro di idee e opportunità.





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