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Made in Italy: vola l’export di moda in Eurasia nel primo trimestre 2019

Tra gennaio e marzo di quest’anno l’Italia ha importato prodotti dall’Eurasia (Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan) “per oltre 3,9 miliardi di euro (+6%)”, ma è sul fronte dell’export del Made in Italy verso l’Unione Economica Eurasiatica che si registra un aumento a doppia cifra: “+10,6% per un valore che supera i 2,2 miliardi di euro”.

@dolce&gabbana

Questa l’istantanea emersa in apertura del VII seminario eurasiatico organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, Forum economico internazionale di San Pietroburgo e Roscongress in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e lo studio legale Gianni-Origoni-Grippo-Cappelli & Partners, per fare il punto sullo stato delle relazioni tra il nostro Paese e questo mercato strategico che coinvolge quasi 2 miliardi di persone.

“Il costante processo di integrazione dei Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica, a soli 4 anni dalla sua istituzione formale, è oggi un dato di fatto irreversibile con effetti sia sul fronte geopolitico che su quello economico commerciale e degli investimenti”, ha commentato il presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, in apertura dei lavori.

Tra i prodotti italiani che hanno varcato i confini verso l’UEE nel primo trimestre 20019: “I macchinari guidano la classifica merceologica dell’export con quasi 590 milioni di euro raggiunti nel primo trimestre (+11,3%), seguiti dal sistema moda che supera i 400 milioni di euro e gli apparecchi elettrici (più di 310 milioni di euro; +71,2%). In ripresa i prodotti alimentari e le bevande a 125 milioni, +2,1%”, si legge nella nota di Conoscere Eurasia.

Redazione Montenapoleoneweb

Montenapoleone Web è un progetto editoriale digitale che ha l’obiettivo di diventare un punto di riferimento autorevole nel campo del fashion, del design e del life-style. E’ la voce ufficiale di quello che accade nel quadrilatero della moda più famoso al mondo e in generale in tutta Milano. Infine è anche un luogo di interazione per chi è appassionato dei nuovi trend e vuole confrontarsi con i protagonisti di questo settore.

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