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Romagna Toscana: riscoprire antichi cammini

Data pubblicazione : 09/01/2018     
Autore : Franca D.Scotti


Foreste, pascoli, torrenti, luoghi della spiritualità, eremi medioevali, artigianato artistico, enogastronomia tipica. Sono queste le attrazioni di un nuovo prodotto turistico: la Romagna Toscana.
Questo territorio  costituisce da sempre una  “terra di mezzo”, che ha visto combinarsi discendenze celtiche, etrusche, longobarde, romane, bizantine, intrecci tra nobiltà romagnola e stirpi gentilizie toscane.

A dar vita al nuovo brand sono stati quindici comuni delle province di Forlì e Firenze: Verghereto, Bagno di Romagna, Sarsina, Santa Sofia, Galeata, Premilcuore, Portico e San Benedetto, Rocca San Casciano, Dovadola, Castrocaro e Terra del Sole, Tredozio e Modigliana per la Romagna e Marradi, Firenzuola e Palazzuolo per la Toscana.

Con il simbolo di  una rocca su un saliscendi di colline, il nuovo  marchio già attrae con un ricchissimo calendario di iniziative, presenti in una brochure di 24 pagine a colori, ricca di notizie, informazioni e immagini.

Che cosa offre dunque  il nuovo prodotto turistico?  Un paesaggio ricco di fascino, tra monti, ruscelli, borghi, luoghi della spiritualità, Vie dei Pellegrini, sentieri e abbazie, la città fortezza del Granducato di Toscana Terra del Sole, eremi medioevali, ma anche territori ricchi di storia, cavalieri, re e regine, papi e dinastie.

Sono terre di racconti e terre del fare, vista la ricchezza di artigianato di nicchia e di eccellenza: dal vecchio liutaio a Dovadola, alle antiche botteghe di falegnami a San Benedetto, il ferro battuto a Portico, ai maestri scalpellini di Galeata, fino ai mulini nella zona di Premilcuore.

Senza dimenticare, naturalmente, il buon cibo e la grande varietà di prodotti tipici. Le castagne di Marradi sono ricercate in tutt’Italia e il tortello alla lastra è una delizia che si può assaggiare solo nella Romagna Toscana nelle locande rimaste come una volta. A Palazzuolo e Firenzuola si scoprono i dolci di tradizione rinascimentale come i berlingozzi, dolci pasquali a forma di ciambella con anice e scorze di agrumi.
Il territorio ha tanti tratti comuni, sia fisici e geografici, ma  anche  una storia comune perché le quindici Comunità sono state nei secoli sotto il controllo politico della Repubblica fiorentina, prima, della Signoria dei Medici e del Granducato di Toscana, poi.

La Romagna Toscana sarà sinonimo di vacanza dello spirito e della serenità, anche se non necessariamente “seduta”, giacché il territorio è il paradiso dei percorsi trekking e bike che si possono abbinare al benessere termale a Castrocaro Terme e a Bagno di Romagna, ai grandi appuntamenti di cultura come il Plautus Festival a Sarsina e alla qualità della vita e all’ospitalità.

Si tratta di cammini naturalistici, storici e religiosi dei pellegrini: il Sentiero Natura di Lago di Ponte, i sentieri per i castagneti di Marradi, il Sentiero degli Gnomi a Bagno di Romagna, il Cammino di Assisi con partenza a Dovadola, la via Damianea, sulle orme di San Pier Damiani, la Via Romea Germanica, il Cammino di San Vicinio, le mulattiere nei pressi di Bagno di Romagna e Verghereto e tante altre passeggiate.

Il paesaggio antico e ricco di fascino, offre decine di scorci incantevoli: il fiume Montone lungo la Valle dell’Acquacheta, la Valle del fiume Tramazzo parallela alla Valle dell’Acquacheta, la Valle del Lamone, del Santerno, del Senio, del Rabbi che passa per Premilcuore, del Bidente, diviso nei tre rami di Corniolo, Ridracoli e Pietrapazza, Valle del Savio.
E ancora le cascate dell’Acquacheta, cantate da Dante nel XVI Canto dell’Inferno, l’oasi faunistica Foresta di Montebello a Modigliana, il vulcano più piccolo del mondo a Tredozio, la sorgente del Tevere alle pendici del monte Fumaiolo.





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