• MW SUGGESTIONS •

Pistoia: una "Bella Addormentata" pronta al risveglio

Data pubblicazione : 16/11/2017     
Autore : Franca D. Scotti


Una città un po’ segreta, questa Pistoia Capitale della cultura 2017, che,  uscendo dal cono d’ombra di Firenze e di Pisa, sta cominciando a brillare di luce propria.

Città d’arte senz’altro, ma anche di artigianalità e manualità, con una storia ricca  di vicende tumultuose e personaggi bizzarri.
Pistoia ha vissuto due secoli d’oro tra il 1000 e l’inizio del 1300: sede di vescovo e di mercatura, primo  libero comune italiano, tappa fondamentale di pellegrinaggi, perché in possesso di una  preziosa reliquia di San Giacomo, centro attrattore degli artisti più famosi del tempo.
Da qui i capolavori presenti in città: il pulpito di Giovanni Pisano a Sant’Andrea, l’incredibile paliotto d’argento e d’oro dedicato a San Giacomo all’interno della Cattedrale, a cui lavorarono i maggiori orafi del tempo fino a Brunelleschi, le ceramiche invetriate dei Della Robbia, il Battistero, la Cattedrale di san ZenoSan Giovanni fuori CivitasSan Paolo e Sant’Andrea in stile gotico pisano, a tarsie bianche e nere di marmo di Carrara e travertino di Prato.

La Pistoia di quegli anni era un  cantiere in fermento, un crogiolo di artigiani eccellenti. Ne fanno fede i nomi delle strade: degli orafi, dei fabbri, di stracceria…. Anche se ai pistoiesi brucia ancora la ferita della vittoria e della ferocia fiorentina, la storia è andata avanti.

Grandi artisti anche in tempi moderni.
Primo fra  tutti Marino Marini, uno  dei più grandi scultori del Novecento, al quale è dedicata una Fondazione permanente ricca di capolavori e  in questo periodo, fino al 7 gennaio 2018,  la   mostra  estemporanea “Marino Marini. Passioni visive” a Palazzo Fabroni, che raccoglie tutti i temi dell’artista, i busti, i nudi maschili, i grandi “Cavalieri”, le “Pomone” e i nudi femminili, il tema del cavallo e cavaliere di grande drammaticità.
Le  opere monumentali di Marino  Marini sono disseminate anche in tutta la città:  nell’atrio del Palazzo Comunale e nell’atrio del bellissimo Museo dell’Antico Palazzo dei Vescovi, che raccoglie molte delle ricchezze cittadine, tra cui il famoso Arazzo dei mille fiori di provenienza  fiamminga.
Proprio in questo anno speciale, in cui  Pistoia è Capitale della Cultura, il Museo Marino Marini ha ideato una serie di itinerari turistici inediti che permettono al visitatore di conoscere e riscoprire l’artista pistoiese da angolazioni diverse attraverso le tappe della sua città natale.

L’attività che si è sviluppata ampiamente in tutto il territorio pistoiese è quella del florovivaismo, legata  ad antiche tradizioni agricole e a un  terreno particolarmente fertile. I vivai sono la cornice di Pistoia.
Tra i più  interessanti spicca il vivaio Mati, che appartiene alla famiglia Mati dal 1909, dove si  organizzano  visite  guidate al  giardino sperimentale, al giardino terapeutico, rilassante e rasserenante, e all’orto dove spiccano le verdure più diffuse per le celebri ricette della cucina toscana, zuppe,  ribollita,  pappa col pomodoro.
Non a caso, accanto al vivaio, é aperto l’intrigante ristorante Toscana Fair, che propone piatti leggeri e creativi.

Se per pranzo si vuole rimanere in città, invece, dove si visita tutto da un  capo all’altro perfettamente a piedi, bisogna andare a piazza della Sala o nell’attigua piazza degli Ortaggi.
Qui grande animazione colorata di giorno con le bancarelle di frutta e verdura e grande animazione la sera con mille  locali e localini per tutte le età, i gusti e i sapori. Locali che hanno conservato la struttura delle botteghe medievali con le tettoie in legno e il bancone di pietra dove si esponevano le merci.
Senza dimenticare una sosta alle golosità della Confetteria Corsini, erede di una  tradizione centenaria nella produzione di cioccolata, dolci e confetti particolari, i famosi unici confetti bitorzoluti di Pistoia dai mille ripieni.

Da non perdere il nuovissimo itinerario “Pistoia sotterranea”.
Si scende sotto terra partendo dalla  piazza dell’Antico Ospedale del Ceppo che da solo merita una  visita, per  lo splendido fregio cinquecentesco in facciata, dedicato alle opere di misericordia.
E si scopre un  mondo sotterraneo che corrisponde all’alveo del torrente Brana. Che un tempo a cielo aperto forniva forza motrice a decine di mulini per olio e farina e a opifici di armi, coltelli, attrezzi per l’agricoltura e per la medicina.

Dove mangiare
La Degna Tana:  con un  nome che rievoca echi danteschi, il locale è un  mix tra toscanità e Nord Europa, regno delle birre e dei gusti vegetariani e vegani, perfetto per nuovi buongustai. Piazza della Sala 1

Ristorante Bonodinulla: Osteria, Caffè e Forno, con   cucina a vista per far conoscere  preparazioni e metodi di cottura. Piatti tipici come “Il carcerato”, una zuppa di verdure e di resti di macelleria, lampredotto, fritto di fiori di zucca ripieni con mozzarella e acciughe, cipolla rossa di Toscana capperi e uva passa in agrodolce, tagliere misto di salumi toscani e crostini con salsa di fegatini, peperonata alla toscana con crostoni e burrata, granfritto dell’aia pollo, coniglio, verdure di stagione.

Ristorante Agrituristico Toscana Fair presso il vivaio Mati: piatti creativi per lo più a base di verdure Via Bonellina, 49

Dove dormire
LSM Palazzo Puccini:  una splendida dimora storica dall’atmosfera elegante e raffinata accoglienza a due passi dalla Cattedrale. Dimora Storica Palazzo Puccini,
Vicolo Malconsiglio, 4

Info: www.pistoia17.it
www.pistoia.turismo.toscana.it





Viaggi di Boscolo: per sognare i Mercatini di NataleScoprire l'Europa con Interrail: 30 paesi, indimenticabili emozioni