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IN SOLE 24 ORE: SONCINO

Data pubblicazione : 08/07/2016     
Autore : Antonio Sarti


Mettete in un castello un folletto, un vecchio marchese e il lume di una candela: narra la leggenda che quando il nobiluomo si coricava, in una delle quattro torri della rocca, il simpatico ma dispettoso spiritello approfittasse del lume spento per disturbare il sonno del marchese, sottraendogli le coperte e portandolo all’esasperazione. È solo una delle tantissime curiosità e aneddoti che la rocca di Soncino (CR) nasconde tra le pagine della propria pluricentenaria storia: alcuni studi rivelano addirittura la presenza della celebre “Monaca di Monza” di manzoniana memoria presso il borgo cremonese, ospite in giovanissima età di alcuni parenti.


Soncino, piccolo borgo di probabile origine medievale,  è stato fin  dall´antichità  un luogo  molto ambito grazie all´abbondante presenza di acqua e terreni fertili. Questa caratteristica di “terra di mezzo” è rimasta fino a oggi in quanto ora si trova proprio a ridosso del confine tra la provincia di Cremona e di Brescia. Dell´antico borgo è ancora possibile ammirare le porte di ingresso, alcune delle quali originarie, e il circuito murario in pietra, intervallato da torri di avvistamento.
 
Il monumento più importante sia per qualità che per testimonianza storica è la rocca, fondata per volere del duca milanese Galeazzo Maria Sforza nel 1473. La struttura ha un forte carattere militare, con mura possenti e circondata da quattro torri e da un fossato. Solo pochi anni più tardi, nei primi decenni del Cinquecento, la rocca divenne casa privata dell´importante famiglia Stampa, che trasformerà l´edificio miliare in residenza privata.


A fine Ottocento fu abbandonata e grazie ad un imponente restauro si decise di ripristinare l´aspetto originario della rocca quattrocentesca. La rocca è oggi visitabile in maniera approfondita, la visita si svolge prevalentemente all´esterno ed è particolarmente indicata proprio per la stagione estiva, ma è consentito ai più curiosi di addentrarsi anche in tutte le stanze sotterranee, come cantine e prigioni di cui l’edificio abbonda. Notevoli sono gli affreschi di quella che dovrebbe essere la cappella privata della rocca. All´interno della rocca sono presenti anche due musei, il museo storico e il museo archeologico.
 
Poco distante troviamo un altro pezzo di storia della Soncino del Cinquecento: la casa degli stampatori. In questo luogo la famiglia Soncino, di origine ebraiche, sulla scia della rivoluzionaria tecnica dei caratteri mobili inventata da Gutenberg, fece concorrenza al più noto stampatore veneziano, Aldo Manuzio. Nel museo sono ancora visibili gli strumenti utilizzati per la stampa e alcune copie di libri stampati.
Ultima ma non per importanza, merita una visita la chiesa di Santa Maria delle Grazie, splendido esempio di architettura rinascimentale che ha come modello la chiesa, molto più conosciuta, di Sant´Andrea a Mantova realizzata da Leon Battista Alberti. Sebbene a prima vista l´esterno di S. Maria risulti poco curato, vi stupirà sicuramente l´interno, completamente affrescato da pittori del calibro di Giulio Campi e Francesco Scanzi.

Come arrivare: da Milano, SP 415 fino a Crema (CR), poi SP 235 in direzione Brescia. Distanza: 70 km circa.





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