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IL PATRIMONIO MONDIALE DELL’ UNESCO A DUE PASSI DA MILANO

Data pubblicazione : 03/06/2016     
Autore : Antonio Sarti


Questa è la storia di un piccolo villaggio sperduto nelle campagne mantovane che l’ambizione e la competenza di un uomo hanno trasformato in una delle più importanti località presenti in Italia: non è un caso che Sabbioneta sia stata inserita nel patrimonio mondiale dell’Unesco come bene da preservare.


La cosa più importante è che è qui, a due passi da casa, poco più di un’ora da Milano: requisito essenziale è un cielo terso e un caldo sole primaverile, che vi permetteranno di apprezzare al meglio questa piccola perla lombarda.

La storia di Sabbioneta inizia nel 1568, nel Ducato dei Gonzaga, quando il Duca Vespasiano decide di rendere il piccolo borgo al confine con l’Emilia uno dei centri culturali più attivi dell’epoca: “La piccola Atene” la chiameranno nel corso della storia, un maestoso progetto che purtroppo andò rapidamente verso il declino, inesorabile dopo la morte del Duca, suo principale promotore. Fu così che ben presto la cittadina, con la sua magnifica reggia e il favoloso teatro, iniziò a perdere il suo ruolo centrale nella vita culturale del Ducato.


Una volta giunti in paese, il consiglio è quello di recarsi all’ufficio di promozione turistica: visitare Sabbioneta da soli è un’esperienza interessante ma che potrebbe dare adito a una certa delusione, i materiali poveri con cui il borgo fu costruito portano i segni del tempo e una certa incuria è fisiologica, d’altro canto una visita guidata alla bellissima reggia di Vespasiano e agli altri palazzi vi lascerà senza fiato di fronte a tanta bellezza.


Il palazzo ducale è l’esempio migliore di ciò che il Duca avesse in mente per Sabbioneta: circa venti sale affrescate di cui molte ancora con gli originali soffitti in legno ricoperti con lamine d’oro.
Il teatro olimpico invece, realizzato vent’anni dopo il palazzo ducale da Vincenzo Scamozzi, è purtroppo in condizioni non eccelse, ma lascia comunque intravedere le grandi potenzialità per cui fu edificato.


Considerato che la visita della città richiede circa due-tre ore, rimane tutto il tempo prima di rientrare a Milano di godersi due passi all’aria aperta o un buon piatto tipico delle campagne mantovane: il “Sorbir d’agnoli”, ovvero agnolini in brodo di carne con Lambrusco, ma anche i celebri tortelli di zucca che proprio a Mantova trovano casa.

Come arrivare: da Milano, autostrada A1 (uscita: Parma), proseguire su SS343 direzione Sabbioneta-Mantova. In alternativa, SP415 “Paullese” fino a Cremona, proseguire in direzione Casalmaggiore e da lì immettersi su SS343 direzione Mantova.





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