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EUROPA E CULTURA: ANDALUSIA, MALAGA E GRANADA

Data pubblicazione : 09/12/2016     
Autore : Antonio Sarti


Se Siviglia è il capoluogo turistico per tutto l’anno della magica Andalusia, Malaga non è da meno durante l’estate: meta tra le più apprezzate per le sue temperature e per le sue spiagge, sarebbe riduttivo considerarla solo per questo pur interessante e apprezzatissimo aspetto.
Le origini storiche della città sono da far risalire alla fondazione fenicia nel VII secolo A.C. ma le tracce più significative e interessanti sono senz’altro quelle relative al periodo di dominazione romana, come testimonia il bellissimo teatro romano rimasto a perenne memoria di un’epoca di splendore per la città: situato ai piedi dell’Alcazaba, parti di esso furono riutilizzate proprio per la costruzione dell’Alcazaba, il monumento sacro musulmano magnifico esempio di arte islamica in città.


Riconducibile all’epoca nasride, quest’ultimo edificio conserva le sue caratteristiche di fortezza con la sua doppia cinta muraria, sfruttando un pre-esistente edificio riconducibile all’età della fondazione punica: questa città-palazzo è stata purtroppo vittima di danneggiamenti e saccheggi durante il ventesimo secolo, prima che le autorità nazionali si decidessero ad attuare un piano di conservazione che ne fermasse l’uso di parti della mura come materiale per la costruzione dei quartieri circostanti.
 
Spostandosi da Malaga, che occupa la parte centrale del sud di questa regione, verso Est incontriamo Granada, una tra le meglio conservate città costruite secondo i canoni dell’architettura islamista.
L’Alhambra è a questo proposito il simbolo dell’arte del periodo di dominazione musulmana, oltre che vera e propria icona turistica della città di Granada: a differenza delle consuete fortezze islamiche, l’Alhambra è una vera e propria “città nella città”, come testimonia anche la traduzione del nome ovvero “cittadella rossa”. Curiosa è anche la storia di come questo bellissimo monumento sia sopravvissuto alla damnatio memoriae imposta dagli spagnoli dopo la reconquista dell’Andalusia sul finire del ‘400: la sua trasformazione in dimora reale per i sovrani di Spagna fu provvidenziale e salvifica, decretandone l’importanza fondamentale per la città. Degna conclusione del suo percorso di sviluppo fu nel 1984 l’iscrizione nel Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO.
Altro edificio di notevole importanza per la città e la sua attrattività è il Generalife, che fu per diverso tempo la residenza dei Sultani di Granada: il suo elemento più pittoresco sono i giardini, che presentavano tra le altre cose una piscina con aiuole e imponenti fontane nonché giochi d’acqua e colonne.


Nella parte settentrionale della regione, a chiudere il nostro tour in due puntate dell’Andalusia, troviamo Cordoba, città bagnata dal Guadalquivir, fiume che in epoca romana permetteva il collegamento fluviale con Siviglia.
Tra i tratti più caratteristici di questa elegante città va sicuramente ricordato lo scenografico ponte romano, lungo quasi 250 metri e costruito su sedici arcate. Intrigante invece la storia che sta dietro l’edificio conosciuto come “Torre della Malmuerta”: risalente agli inizi del ‘400, venne costruita attraverso sanzioni pagate dai giocatori d’azzardo colti in flagrante e prende questo strano nome da una leggenda, secondo la quale un cavaliere, dopo aver ucciso la moglie per un adulterio poi smentito, edificò questa torre a perenne memoria dell’errore compiuto.





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