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Como: il fascino del lago

Data pubblicazione : 07/11/2017     
Autore : Franca D.Scotti


Como   inseparabile dal suo lago, a cui dà il nome.
La città si deve dunque vedere anche dall’acqua. Un’escursione in battello permette di scoprire le splendide ville sulle rive del lago, soprattutto sulla riva occidentale. Ville di delizie  immerse in splendidi parchi, serre e limonaie, buen retiro  per proprietari illustri che scoprivano le dolcezze, il clima ameno, gli scorci pittoreschi del lago fin dall’epoca del Grand Tour.


A cominciare  da Villa Erba che ancora racconta i fasti delle famiglie Erba e Visconti: banchetti e feste in giardino, balli e vezzi di perle.
E poi Villa d’Este, Villa Carlotta, Villa Olmo quasi in città, Villa del Balbianello, in una  straordinaria posizione, proprietà del F.A.I., molte ormai diventate sedi per mostre e convegni, oppure acquistate da vip stranieri innamorati del lago.

Il progetto B-Leisure realizzato da Explora, DMO di Regione Lombardia, punta  alla valorizzazione dei poli fieristici della regione,  tra cui Lario Fiere, in quanto situati in 
alcuni dei più bei territori, a breve distanza da suggestivi borghi, affascinanti dimore storiche o grandi parchi naturali.
Ed ecco dunque gli splendidi paesaggi di questa zona.
Como, come molte città lombarde, é città d’arte.
Ricchissimo di statue, sculture, arazzi, altari intarsiati, il suo Duomo, fondato alla fine del ‘300,  dalla lunga storia costruttiva.
Un caso interessante di armonizzazione delle  diverse epoche storiche e degli stili successivi, gotico, rinascimentale, barocco. Tra gli artisti spicca il nome di Filippo Juvara,  l’architetto dell’enorme cupola.

A Como passava la Via Regina, che  collegava la pianura padana alla valle del Reno e al lago di Costanza, passando attraverso le Alpi e costeggiando la sponda occidentale del Lario.
La bellissima basilica romanica di Sant’Abbondio dell’11º secolo era proprio una delle soste lungo la Via Regina: una tappa imperdibile nella visita della città, per il bellissimo ciclo di affreschi dell’abside, che risalgono probabilmente a metà del 1300.
Palazzo Terragni, invece, ex-Casa del Fascio di Como, testimonia al più alto livello la fase del razionalismo italiano: pietra miliare dell'architettura moderna europea, è stato progettato da Giuseppe Terragni nel 1932, con un gioco simmetrico di pieni e vuoti, di vetri e pilastri in cemento armato di grande leggerezza e luminosità.


Infine da non perdere il gioiello nascosto del  Museo della Seta,  che rivela l’incredibile secolare creatività dei setaioli e dei setifici comaschi e da solo merita il viaggio.
Unico al mondo, può affascinare ogni categoria di visitatori. Dal 1990 racconta la storia del ciclo completo di lavorazione del tessuto di seta, dall’allevamento del baco alla nobilitazione, attraverso la torcitura, tessitura, tintoria e stampa. Ricchissimo il patrimonio di macchine e attrezzature tecniche, fotografie,  disegni, schizzi e  campioni di tessuto per abbigliamento e arredamento.

A breve distanza da Como merita una visita l’oasi di Baggero, una riserva protetta che si estende per ben 225mila metri quadrati vicino a Merone, e fa parte del Parco Regionale della Valle del Lambro.
Un tempo era occupata da una  cava ricchissima di marne, con cui si costruì la Milano  degli anni ’30, oggi è una bella riserva naturale con due laghetti artificiali a cui si accede liberamente.
Qui si apre il  Rural Resort Il Corazziere, un’oasi di pace che comprende hotel, ristorante, un antico mulino, oggi museo, gestito dalla famiglia Camesasca, e intitolato all’antenato che, per via della statura, diventò Carabiniere Reale tra i Corazzieri.

www.in-lombardia.it/
www.museosetacomo.com





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