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Bellinzona: andar per castelli

Data pubblicazione : 03/01/2017     
Autore : Franca D.Scotti


È questo lo skyline più tipico del territorio bellinzonese.
Siamo nella capitale del Canton Ticino, a breve distanza da Milano e dalle città del nord Italia. Una meta perfetta per un week end oltre confine.
In posizione invidiabile, cerniera tra Nord e Sud Europa, dove si incrociano le vie che portano al San Gottardo, al Lucomagno e al San Bernardino, Bellinzona è una cittadina adagiata nel cuore di una pianura, nella quale il Fiume Ticino lega e divide le Alpi e il Lago Maggiore.
La capitale e il suo contado sono cresciuti nei secoli proprio attorno ai suoi castelli: l'architettura medievale del complesso fortificato (entrato nel patrimonio mondiale dell’UNESCO), del borgo, dei fortini e degli antichi monumenti e monasteri, dialoga con opere moderne disegnate da grandi architetti che hanno abbellito il centro storico e la regione.
Qui la tradizione di un centenario e vociante mercato cittadino convive con la grande ricerca scientifica.
Qui a fare cultura e divertimento sono le gallerie d’arte, i musei e i teatri in perenne competizione con le piazze dove open-air e il carnevale più famoso del Ticino animano contrade secolari.
Qui gli stessi vini e gli stessi prodotti del territorio ispirano cuochi stellati e grotti, dove i sapori sono quelli degli avi.
Nel 1242 si diceva di Bellinzona che il Castelgrande era difeso dalla natura e dall'uomo a tal punto che nessuno l'avrebbe potuto espugnare.
Per noi che abbiamo modo di osservare quelle mura, quelle torri e quelle feritole oggi, nel XX secolo, non è difficile immaginare l'effetto che la chiusa di Bellinzona doveva produrre nel medioevo. Una quantità di singoli elementi si uniscono a formare un'opera che nel suo insieme rispecchia la potenza economica, politica e militare dei duchi di Milano cui si deve la grandiosa fortificazione di sbarramento nel suo aspetto definitivo.
I castelli dunque, legati alla presenza dei Visconti e degli Sforza di Milano: Castelgrande, il Castello di Montebello, il Castello di Sasso Corbaro
Il possente blocco roccioso di Castelgrande forma il centro naturale della chiusa di Bellinzona. Fino al Duecento solo su questa altura di difficile accesso da ogni lato sorgevano fortificazioni; testi che nel medioevo menzionano una rocca a Bellinzona si riferiscono quindi sempre al Castelgrande.
Una storia edilizia molto movimentata, segnata non solo da ristrutturazioni, ampliamenti e opere di rinforzo, ma anche da danni bellici, periodi d'incuria e lavori di demolizione.
L'ampia sommità del colle è protetta verso nord da pareti rocciose quasi verticali; accessibile da sud su gradoni meno ripidi ma sempre con discreta difficoltà, si presenta come una spianata del diametro di 150-200 m, conformata a terrazze.
Oggi la vasta superficie interna dà l'impressione di un grande spazio vuoto. Molti edifici, infatti, furono eliminati già secoli addietro (senz'altro nel Quattrocento); i fabbricati ottocenteschi dell'arsenale, invece, vennero quasi tutti demoliti in questo secolo nel quadro dei lavori di restauro.
Oggi il mezzo più semplice per salire al Castelgrande è l'ascensore, che dalla base della collina porta direttamente all'interno del complesso, mentre viuzze ripide permettono anche oggi di salire dalla città vecchia alla porta principale.
Nel grande cortile spicca la costruzione più alta del Castelgrande, la snella e quadrata Torre Bianca, probabilmente duecentesca.
Il complesso imponente di Montebello (detto nel Tre e Quattrocento anche castello piccolo, nuovo o di mezzo, dal 1506 castello di Svitto, dal 1818 castello di S. Martino) sorge su uno spuntone roccioso a est del nucleo urbano di Bellinzona. Le sue origini risalgono al tardo XIII secolo.
Ampliamenti successivi, fra il 1462 e il 1490, trasformarono la vecchia costruzione due-trecentesca nel complesso di fortificazioni che caratterizza il castello ancora oggi.
Oggi il castello ospita il Museo civico con la collezione archeologica; i reperti n mostra, comprendenti vari pezzi unici importanti, provengono da necropoli preistoriche del Ticino.
Infine, nel punto più alto del dosso roccioso su cui sono distribuite le fortificazioni di Bellinzona, sorge il fortilizio di Sasso Corbaro (detto anche castello d'Untervaldo dal 1506, castello di S. Barbara dal 1818). Diversamente dalle altre opere di difesa, riunite dal Duecento al Quattrocento in un unico sistema integrato, questo castello si presenta come un complesso singolo, isolato su tutti i lati.
Imponenti, collegate con i castelli, sono le mura di Bellinzona, che la resero città fortificata già a metà del Trecento.
Le loro estremità salgono a fondersi con le strutture difensive del Castelgrande e di Montebello, in modo tanto stretto che di fatto non si capisce dove comincino le mura cittadine e dove cessino le strutture esterne dei castelli.
Una pausa golosa: alla Panetteria-pasticceria Peverelli. Imperdibili i dolci tipici di Bellinzona, chiamati Bissoli, golosi dischetti di cioccolato con un ripieno di castagne, la cui forma si rifà a un’antica moneta risalente a 300 anni fa.

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