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Belgio: Oostduinkerke e l'arte della pesca dei gamberetti a cavallo

Data pubblicazione : 30/05/2017     
Autore : Franca D.Scotti



Oostduinkerke
, è un paesino lungo la costa occidentale del Belgio che affaccia sul Mare del Nord.
Questa piccola frazione di Koksijde, a 20 km dalla più conosciuta Ostenda, è l’unico luogo in tutta Europa dove si pratica, immutata nel tempo, l’arte della pesca dei gamberetti a cavallo.
Certo, adesso le reti sono più fitte e le fibre di cui si compongono più resistenti, ma il metodo di pesca è rimasto praticamente intatto nei secoli.
Se ne rintracciano testimonianze già a partire dal 1500 dove, nei registri dell’abbazia cistercense di Ter Duinen, si possono leggere note relative all’acquisto di reti (seynen); così come negli archivi di Bruges, risalenti alla stessa epoca, si racconta di un tipo di pesca praticato con la rete a strascico (seynevissen)trainata da cavalli.

Un tempo diffusa lungo le coste del Mare del Nord, dalla Francia, al Belgio, all’Olanda, così come sulle coste dell’Inghilterra del sud, questo tradizionale tipo di pesca è sopravvissuto al passare del tempo solo a Oostduinkerke, sia grazie all’ecosistema che favorisce il proliferare dei gamberetti, sia grazie ad un irriducibile numero di pescatori che ha deciso di tener viva la tradizione e tramandarla di generazione in generazione.

Un’arte e una tradizione il cui valore è stato riconosciuto ufficialmente nel dicembre del 2013, quando l’Unesco ha deciso di aggiungerla all’elenco del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
La pesca si pratica un paio di giorni la settimana, nei mesi tra giugno e settembre.

L’appuntamento è alle 8 circa del mattino, si sfruttano le ore in cui la spiaggia si allunga grazie alla bassa marea.
I possenti cavalli da traino, per lo più di razza brabantina, vengono scortati fino alla battigia e lì i paardenvissers, questo il nome dei pescatori, predispongono le lunghe reti triangolari che serviranno per catturare i gamberetti e posizionano ai lati della sella le grosse ceste in vimini, dove il prezioso pescato verrà raccolto.

Pronti alla “caccia” i cavalieri dalla lucente cerata salgono in sella e, fieri, si dirigono in acqua.
Solo quando il cavallo è immerso quasi fino al petto, ecco allora che ciascun pescatore, calcolando la giusta distanza tra l’uno e l’altro, si allinea parallelamente alla spiaggia e inizia a setacciare lentamente il fondo.
Dopo circa quindici minuti, cavallo e pescatore riemergono sulla spiaggia per controllare il risultato e riposare tra un’andata e un ritorno. Nella rete insieme a pesciolini, granchi e residui del mare, ecco spuntare finalmente i piccolissimi gamberetti grigi (rikze garnalen) che, convinti della sicurezza del rifugio, sostavano sotto la sabbia.

Al primo bottino ne seguono altri, fin quando, con l’arrivo dell’alta marea, dopo circa due ore, la giornata di lavoro si conclude.

Chiamati anche “caviale del mare del Nord” per la loro prelibatezza, i gamberetti grigi sono l’ingrediente principe per molti piatti tipici della zona e rinomati in tutto il territorio delle Fiandre. Le croquettes, una squisita pastella che avvolge gamberi e formaggio fuso, e le tomate-crevettes, pomodori ripieni di gamberi e salsa rosa, sono solo alcuni tra i piatti più rinomati.
  
Uno spettacolo unico che trova il suo culmine durante l’ultimo fine settimana di giugno, quando la tradizione della pesca a cavallo è celebrata con la “Festa del Gambero”: un fine settimana di parate, eventi e tanti saporiti gamberetti da gustare!





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