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Nuovi preziosi talenti sbarcano a Parigi

Data pubblicazione : 29/09/2013     
Autore : Beatrice Spediacci


Intervista a Maria Vittoria Paolillo: un universale scolpito nell’argento.

Giovanissima e talentuosa, la designer di gioielli Maria Vittoria Paolillo, affronta una nuova, ambiziosa sfida, in un contest voluto da Vogue Talents e Samsung in occasione della settimana della moda parigina. Nata e cresciuta nell’universo dei preziosi, già in tenera età raffina il gusto per gemme, diamanti e pietre presso l’azienda di famiglia, fondata dal bisnonno più di 150 anni prima.
Una bellissima storia, fatta di passione, una buona dose di coraggio e l’obiettivo, già da subito, di disegnare un gioiello pulito, fluido, universale, che regalasse ad ogni donna il gusto di interpretarlo, indossarlo e viverlo.

D. Lunghe catene, stelle e croci. Cosa rappresenta, Maria Vittoria, il tuo gioiello?
R. Volevo un’icona-simbolo che fosse un universale per eccellenza. Così, ho pensato alla croce e alle stelle. Molti mi chiedono se ci sia un significato recondito religioso: in verità, no. Mi piaceva il concetto di allinearmi ad una tendenza, che spaziasse dalla gioielleria alla moda. I miei gioielli non sono pensati per un pubblico circoscritto, ma quanto più trasversale. Ad ogni donna lascio la libertà di interpretare i miei simboli secondo una propria attitudine e sensibilità.

D. L’argento è l’ anima della tua collezione. Una scelta di stile?
R. In parte sì: sono una persona che ama mantenere un’immagine semplice e pulita, e i miei gioielli mi somigliano, anche se ho inserito pietre preziose e diamanti, bianchi e brown, adatti per un pubblico più adulto, internazionale e sensibile alle tendenze.

D. Quali sono i tuoi prossimi progetti?
R. Mi sto avvicinando, grazie anche a questa opportunità nella piazza parigina, arteria pulsante della moda, ad un pubblico straniero. Ho mosso i primi passi dalla nostra boutique a Roma, in via della Vite, e ora mi si sta aprendo una prospettiva nuova e ricca di stimoli. E’ un momento in cui occorre guardare oltre e rischiare per crescere.

D. Dagli universali a…. dove approderanno le tue prossime creazioni?
R. Mi sono ispirata al mondo fiabesco, in questo momento mi piace l’idea di regalare un sogno.
Così ho recuperato, nei meandri della mia memoria, i ricordi dolcissimi di quando ero bambina. Nel mondo del gioiello è difficile riprodurre fedelmente un’idea: Biancaneve, per esempio, per me è uno scrigno argenteo di rami, da portare al dito, che racchiude un bocciolo in madreperla a forma di cuore. Il mio prossimo lavoro sarà quello di raccontare altre fiabe, “tradotte” nel linguaggio dei preziosi.





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