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Non mi piace, lo riciclo!

Data pubblicazione : 29/12/2016     
Autore : Marica Basile


Abbiamo finalmente finito di scartare i regali che Babbo Natale ci ha lasciato sotto l’albero e tra quelli che sicuramente desideravamo, c’è ovviamente, quello che ci fa ha fatto arricciare il naso e alzare il sopracciglio come per dire “Ma che roba è?”
Il cadeau ricevuto dalla lontana parente o dai colleghi proprio non ci piace? Se non vogliamo lasciarlo in balìa dell’ultimo cassetto dimenticato da Dio, c’è sempre il riciclo, utile se fatto con i dovuti accorgimenti.
Ci saranno mille occasioni durante l’anno in cui possiamo sbarazzarci di quello che a noi non è piaciuto ma che potrà far felice qualcun altro! Quindi per prima cosa dobbiamo fare attenzione a chi regaliamo il nostro orribile portafoto in pasta di sale. Tenendo a mente il mittente originale, via ai controlli incrociati con il nuovo fortunato destinatario: la regola dice che i due non devono avere nessun grado di parentela né di conoscenza, onde evitare di essere scoperti in flagrante!
Attenzione anche alla tipologia di dono e al futuro proprietario: sì al riciclo ma con cognizione di causa. Se stiamo dando via un libro accertiamoci che non ci siano dediche personali in prima o ultima pagina, non sarebbe opportuno per Mario ricevere un manoscritto “con amore da zia Carmela”!
Se non vediamo l’ora di dar via i regali aziendali, badiamo che sull’oggetto non ci sia la dicitura “Vietata la vendita”, sarebbe un po’ complicato spiegare la plateale missione da 007 compiuta per comprarlo! Naturalmente questi non sono adatti per i ricicli ai colleghi di lavoro e ai loro parenti.
Se invece non vogliamo stressarci con tutto l’iter per compiere il “misfatto del regalo perfetto ma riciclato”, possiamo sempre vendere l’oggetto sulle piattaforme online dedicate alla vendita tra privati, donarlo in beneficenza oppure partecipare a una di quelle serate dedicate al baratto!
Insomma, bisogna conservare quel tocco di eleganza anche davanti al più indesiderato dei regali. Poche regole da tenere a mente per liberarci dal peso dell’orribile. Se improvvisamente siamo pervasi da un profondo senso di pietà verso il prossimo e non vogliamo deluderlo riciclando quella tovaglia di carta stampata, c’è sempre l’ultima opzione: la differenziata!





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