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GIOIELLI FOREVER

Data pubblicazione : 18/09/2015     
Autore : Bruna Meloni


I gioielli sono parte integrante della nostra cultura. Ci raccontano di civiltà antiche, ci parlano dell’uomo, dei suoi sentimenti, rievocano luoghi, volti, passioni. Con i loro stili datano le nostre esistenze e ci ricordano abitudini di vita.
I gioielli parlano di noi dal passato e nel futuro; sono oggetti magici che ci rimangono e che con l’incanto, lo stupore, la gioia dimostrano la nostra forza vitale, il nostro amore, al di là del loro valore e della loro capacità di adornare. Fin dalla preistoria l’uomo ha sempre realizzato monili nei materiali più pregiati, come simbolo del potere o dal forte significato religioso.
I gioielli antichi ci parlano prepotentemente della storia dell’uomo. Basta ricordare il corredo funebre di Tutankhamon, collezione che farebbe impallidire i reali di tutto il mondo. Ogni civiltà ha visto nei gioielli il simbolo del potere e della regalità, ma anche la protezione dal male, come dei veri talismani.


Misteri, leggende e lusso: tutto questo sono i gioielli antichi. Il talismano di Carlo Magno è considerato uno dei gioielli antichi, nonché reliquia, più importante d’Europa.
Appartenne all’Imperatore che lo indossava sempre come protezione per il suo forte significato religioso. In oro con al centro due zaffiri chiari tagliati a cabochon, circondato da smeraldi, perle e granati, secondo la leggenda contiene pezzi della vera croce di Cristo. Il sovrano ne era così affezionato da farsi seppellire con esso, fino al 1166 quando fu rinvenuto all’apertura della sua tomba. Sempre secondo la leggenda, il prezioso talismano, che oggi fa parte dei tesori della cattedrale di Reims, fu donato a Carlo Magno dal sultano Harun Al-Rashid.

Il diamante Blu Hope ci porta, invece, dalla fortuna alla sorte più nera. Questo diamante, a dispetto del nome, è circondato da un alone di mistero, morte, omicidi. Di un insolito e profondo colore blu, il diamante da 112 carati proviene dall’India e fu acquistato nel 1688 da un mercante francese, Jean-Baptiste Tavernier, anche se la leggenda vuole che fu lui stesso a toglierlo dalla statua del dio indiano Rama-Sitra Per la sua bellezza e rarità passò nelle mani di re e regine, ma tutti i suoi proprietari subirono delle sorti tremende. In tempi più recenti Cartier lo acquistò e lo donò all’allora proprietario del Washington Post Edward Beale. Dopo l’ennesima tragedia, il diamante venne comprato dal gioielliere Henry Winston che lo donò allo Smithsonian Institute di Washington, dove è tuttora custodito.


Tra i gioielli antichi le Uova Fabergé sono un esempio dell’evoluzione della produzione di preziosi nel corso dei tempi.
La maison, fondata a San Pietroburgo nel 1842, deve il suo successo alla creazione delle famose uova, tra i regali preferiti dagli zar. Il primo fu commissionato dallo zar Alessandro lll per la moglie e fu realizzato dal figlio del fondatore. Usando la tecnica delle matrioske, l’uovo in smalto bianco conteneva un tuorlo d’ uovo che a sua volta aveva all’interno una piccola gallina d’oro e rubini al posto degli occhi dentro cui c’era, ancora, una copia della corona imperiale con un rubino a forma di uovo. Con l’avvento della rivoluzione russa le uova si dispersero per l’Europa ma il primo uovo, acquistato dal miliardario Vekselberg è rientrato in Russia.


La collezione di gioielli, antichi e moderni, dei Reali Britannici è unica al mondo. Oltre a possedere i diamanti Cullian l e Cullian ll, tra i più grandi del mondo, la collezione vanta anche il mitico Koh-i-Noor. Questo splendido diamante a forma ovale di 108 carati proviene dall’India ed entrò a far parte della collezione reale quando la Regina Vittoria fu proclamata Imperatrice d’India. Anche questa pietra ha fama oscura, ma solo per gli uomini mentre la leggenda vuole che porti felicità alle donne che la indossano.
Per questo venne montata sulla corona della Regina Maria, consorte di Giorgio V che fu l’ultima ad indossarla. Il diamante fa ora parte della collezione reale.

Per approfondire maggiormente l’argomento, vi rimandiamo alla lettura del libro di Anderson J. Black, “Storia dei Gioielli” che ripercorre la storia dei monili più preziosi del mondo dai gioielli primitivi al Rinascimento italiano ,all’Art Nouveau, arrivando poi alle grandi maison come Bulgari e Cartier passando in rassegna i più bei gioielli delle varie epoche.






































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