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A proposito di...Peter Langner

Data pubblicazione : 13/04/2017     
Autore : Marica Basile & Emanuela Caglio


Ambasciatore internazionale dell’eccellenza sartoriale nel mondo, Peter Langner crea collezioni da sposa e da gran sera che hanno come comune denominatore l’eleganza.  Ogni abito racchiude in sé il concetto di alta sartorialità coniugato alla qualità, definito in uno stile ben preciso che va oltre le tendenze. Il 20 Aprile sarà una data importante per lo stilista: a New York si terrà la sfilata celebrativa dei suoi 25 anni di lavoro. Nel frattempo, però, ha aperto le porte del suo magico laboratorio, un delizioso salotto dove si respira un piacevole clima familiare. Lì tra mille tessuti, manichini e sarte all’opera, Peter Langner ha raccontato ai lettori di Montenapoleoneweb la sua storia e la sua arte davanti alla quale è impossibile non rimanere affascinati.

Peter Langner, sinonimo di eleganza ma anche di eccellenza. Qual è la sua storia?
Da giovane ho subito lasciato la mia patria, la Germania e più precisamene Hannover, per trasferirmi in Francia, a Parigi, dove ho studiato presso l’Ecole de la Chambre Syndacale de la Couture Parisienne. Successivamente ho vissuto tra Roma, Madrid, Parigi e Londra, lavorando per grandi maison e con stilisti quali Lacroix, Guy Laroche, Dior, formando così il mio imprinting di stilista e facendo diventare il mio nome sinonimo di prestigio e di alta sartorialità. Dopo la guerra del golfo decido di partire con la mia attività personale, lavorando solo sul su misura, la sartorialità per eccellenza, arrivando poi negli anni alle collezioni. Tutto questo è partito, creando un laboratorio a casa mia. Successivamente ho deciso di trasferirmi negli States dove ho visto la differenza con il mercato italiano. L’America è molto più aperta e ha anche molti più concorrenti. Li ho avuto le prime grandi soddisfazioni del mio lavoro. 

Milano è ormai il suo quartier generale, come mai questa scelta?
La scelta di trasferirmi a Milano, nel 2015, da Roma dove fino ad allora avevo il mio quartier generale, è stata dettata in primis da questioni affettive. Oggi posso affermare che forse questo trasferimento doveva essere fatto molto prima. Milano a differenza di Roma, è una città elegante, silenziosa, pulita, rispettosa del prossimo, è il centro della moda, è sempre un fermento di eventi, che portano molta clientela da tutte le parti del mondo. 

Come riesce a coniugare il bello con il perfetto?
E’ difficile riuscirci, e si è sempre nel dubbio. Ci si chiede sempre se è bello, il giusto, oppure lo è troppo o non lo è per nulla. Sono una persona puntigliosa, cerco sempre la perfezione in ogni lavoro che faccio. Quando realizzo le mie collezioni, predispongo sempre il capo prototipo ed il capo contro campione. In questo modo si lavora sempre fino a quando non si arriva ad ottenere ciò che si desidera in modo più che perfetto. 

Le sue creazioni da cosa traggono ispirazione?
Nel materiale stesso, che vado ad utilizzare per ogni mia creazione. Per il materiale è la cosa più importante. Lui mi parla, e io mi diverto a giocare con i diversi materiali, studiando poi come inserirli nelle varie collezioni. Il materiale risponde sempre bene alle esigenze ed agli input per la collezione da presentare. 

Ci parli delle sue collezioni Evening e Bridal 2018.
La nuova collezione, che celebra anche i 25 anni di attività della Maison è una collezione che rispetta in toto lo stile Peter Langner. Strutture architettoniche e pulite, con modifiche che facciano realizzare subito che è Peter che ha disegnato e realizzato il capo presentato. La particolarità di questa collezione è l’inserimento di nuovi materiali e nuove lavorazioni, quali le nervature molto piccole ma soprattutto la porcellana, che non è solo un effetto scenico. 

C’è un modello, anche delle precedenti linee, a cui si sente particolarmente legato e perché?  
Sinceramente no. Per me sono tutti molto unici e sono legato a tutti. Credo che più che essere legato particolarmente ad un abito piuttosto che ad un altro, io abbia più ricordi legato ad un abito che ad un altro. Le mie collezioni sono intramontabili, anche perché nel realizzarle non ho mai rincorso le tendenze, ma ho cercato di disegnare capi unici anche con il passare degli anni. Nel mio lavoro ho avuto grande soddisfazione nella qualità del prodotto. Non sono molte le persone che hanno creduto in me, una citazione particolare, se mi è permesso farlo in questa sede, è per Rita Rabassi, editore di White Sposa, che mi è stata ed è ancora al mio fianco, come una vera grande amica. 

Com’è la donna di Peter Langner?
Non esiste un tipo specifico, una donna tipo in particolare. Le donne Peter Langner sono diverse, la romantica, la sexy, la trendy. Lavorando anche con un laboratorio tutto mio, posso creare e vestire qualsiasi donna. La donna deve innamorarsi del capo. Le mie realizzazioni non sono commerciali e quindi non ho molto mercato, il capo che propongo deve fare la differenza. 

Cosa spinge una sposa a scegliere un abito disegnato da Lei?
Le donne che scelgono i miei abiti sono quasi tutte professioniste, donne in carriera, autonome che sanno riconoscere la qualità del prodotto. Sono donne, future spose, che riescono a comprendere la costruzione del capo e le proporzioni sulla persona, che sono 2 must nelle mie realizzazioni. Riescono a capire ciò che sta dietro un abito e alla sua realizzazione. E’ una donna che fa una scelta accurata, anche in termini economici. 

Potesse descrivere i suoi capolavori con una sola frase….
Un abito pulito, sofisticato, moderno, senza essere di tendenza, perché il matrimonio non è per un giorno, ma per la vita. 







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