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QUATTRO NUOVE STELLE BRILLANO A MILANO

Data pubblicazione : 17/11/2016     
Autore : Bruna Meloni


Buone notizie per la ristorazione meneghina con la pubblicazione della nuova Guida Michelin che, come sempre da 62 anni, valuta la qualita´ di cucina, ambiente ed accoglienza dei ristoranti. Il caporedattore dell´edizione italiana Sergio Lovrinovich ha cosi´ definito Milano che si conferma polo del gusto “allettante” e “capace di attirare chef ed investitori”. Questo anche grazie ad Expo ed all´impulso ed al respiro sempre più internazionale che ha dato alla citta´.
Ma veniamo alle nostre stelle.

Antonio Guida, oggi chef del “Seta” dell´Hotel Mandarin deteneva gia´ lo status di bistellato ai tempi del “Pellicano” di Porto Ercole. Nel sua nuova location l´anno scorso ha ottenuto la prima stella a cui quest´anno ha aggiunto la seconda. Guida, salentino, 44 anni e´ fautore di una cucina classica e moderna, aperta, con influenze francesi nella tecnica e tanto Mediterraneo nei prodotti e nei sapori. Celebre nel mondo per il perfetto equilibrio fra gusto e presentazione, Guida attinge alle sue origini pugliesi che fonde con le sue esperienze in Francia e Toscana . Il nome del suo menu degustazione e´ un atto d´amore per la citta´ che lo ha adottato “Dedica a Milano”.



Enrico Bartolini
originario di Pescia, in Toscana, 37 anni, anch´egli gia´ bistellato e proveniente dal “Devero” di Cavenago, in Brianza, e´ approdato al Mudec – Museo delle Culture di Via Tortona - nell´aprile di quest´anno e in questi pochi mesi all “Enrico Bartolini Mudec” ha guadagnato ben due stelle. Lo chef, osannato dai critici gastronomici come “uno dei giovani più´ talentuosi d´Italia”, ha ottenuto le due precedenti stelle una a 29 e l´altra a 33 anni. Descriviamo la sua cucina con le sue stesse parole “L’intraprendenza, la ricerca, l’innovazione, la perseveranza e l’equilibrio che fanno parte del nostro DNA, ben si riflettono nella nostra cucina definita Contemporary Classic...... i valori del passato e del presente si fondono per dare vita a nuovi sapori originali e equilibrati”. Imperdibili i suoi Bottoni di olio e lime al sugo di cacciucco e polpo alla brace ed il Risotto alle rape rosse con salsa al gorgonzola.

 

Luigi Taglienti
, gia´ stellato al Trussardi alla Scala, e´ di Savona, ha 37 anni ed ha aperto a giugno il suo “Lume” in una zona viva e piena di potenziale: l´ex area industriale Richard Ginori in Via Watt. Commenta lo chef giustamente orgoglioso “Un bel segnale ad appena quattro mesi dall´apertura”. Il ristorante e´ curato in ogni dettaglio, la cucina a vista poi è molto bella, tecnologica e d’avanguardia ma essenziale “nel senso che riporta al vero lavoro del cuoco”. La sua cucina è da sempre ricerca, sperimentazione e per questa nuova avventura ha ideato due menu degustazione: uno di sette portate più´ vicino alla tradizione milanese ed un altro di 12, più´ creativo.
Un esempio: l’ossobuco alla Taglienti o il musetto di vitello allo spumante per il primo; l’aragosta con lumache bianche in potage, per il secondo.



Opposta scelta di location, invece, per Felix Lo Basso che ha scelto per il suo “Felix Lo Basso” un luogo di Milano molto più´ glamour: l´ultimo piano del TownHouse Duomo Hotel sulla terrazza della Galleria Vittorio Emanuele II con una impareggiabile vista sul Duomo. Il ristorante, aperto anch´esso da pochissimi mesi – giugno 2016 – ha conquistato la sua prima stella Michelin. Ma Felix e´ gia´ avvezzo alle stelle. Ne aveva guadagnato una nel 2011 all´”Alpen Royal” di Selva di Val Gardena ed ancora un´altra nel suo periodo all”´Unico”. Nato a Molfetta nel 1973 Lo Basso conferma ancora una volta la creatività e la fantasia che contraddistinguono la sua cucina unitamente all’amore per la materia prima Made in Italy. Oltre ad un fantastico menu alla carta, due menu degustazioni in grado di soddisfare anche i più´ sofisticati gourmet: “Passione e intuizione” e “Tra mare montagna e città”






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