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CI MANCHERAI, GRANDE MAESTRO

Data pubblicazione : 03/01/2018     
Autore : Bruna Meloni



Gualtiero Marchesi
si e' spento a 87 anni nella sua casa di Milano mentre faceva ancora molto per la nostra cucina e il nostro Paese; stava infatti riscrivendo tutte le sue ricette più' famose. Lo chef, o meglio il cuoco – come amava definirsi – e' considerato unanimamente il fondatore della nuova cucina italiana ed era, a parere di molti, l'artista dei fornelli più' noto al mondo.

Era nato nel 1930 da una famigli di ristoratori che lascia a 36 anni, con gia' moglie e due figlie a carico, per andare in Francia a “studiare dai grandi; a Parigi, a Digione e a Roanne. Torna con in mente una “cucina totale” nella quale, per la prima volta in Italia, tutto contribuisce all'esperienza culinaria...piatti, posate, servizi, tovaglie. E' allora che apre il “Gualtiero Marchesi” di Via Bonvesin della Riva e in due anni guadagna due stelle. Fu il primo italiano ad essere insignito con le tre stelle, ma fu anche l'unico che, per una sorta di contrasto sulle attribuzioni dei punteggi, le rimando' al mittente.
Marchesi e' sempre stato un uomo fuori dagli schemi e dalle catalogazioni; legatissimo al nostro Paese ha sempre rifiutato offerte (anche estremamente vantaggiose come quella di Gianni Agnelli) di trasferirsi all'estero. Ha sempre difeso a spada tratta la sua idea di cucina fatta con poche ma eccellenti materie prime; una cucina pensata e rappresentata con stile. Marchesi ha sempre avuto a cuore una cosa; per fare bene bisogna conoscere ..solo dopo si puo' decidere di cambiare. Tutti coloro che hanno lavorato con lui – e sono i migliori – concordano su una cosa: la sua intransigenza, assolutamente necessaria per guidare brigate di giovani scalpitanti e' sempre stata accompagnata da una profonda umanità e generosità, e dalla sua disponibilità a spendersi.

Non solo un grande cuoco ma un uomo di cultura, profondamente innamorato dell’arte. Recentemente, poco prima della morte di sua moglie, siamo stati insieme a Cremona per un evento legato a Monteverdi; abbiamo fatto il viaggio in pullman insieme ad altri colleghi e proprio Marchesi ci ha reso piacevolissimo il viaggio parlandoci dei tanti artisti a lui cari, in particolare Pollock al quale si era ispirato per il suo famoso “dripping di pesce”. Amava moltissimo anche la musica; quella musica, che l’aveva fatto incontrare con la moglie Antonietta Cassisa, pianista, amatissima fino alla recente scomparsa.





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