• MW SUGGESTIONS •

BOLLICINE REALI

Data pubblicazione : 15/02/2017     
Autore : Bruna Meloni


Si chiama Windsor Great Park ed e' venduto a 75 sterline in confezione da tre bottiglie. O meglio si chiamava, perche' – appena messo in commercio – e' subito andato sold out. Parliamo dello spumante prodotto dalla famiglia reale inglese con le uve provenienti dal vigneto piantato sei anni fa nella tenuta di Windsor. Pettegolezzi di corte dicono che sia proprio il Principe consorte Philip ad occuparsene. La stampa inglese sostiene che ad accaparrarsi le prime bottiglie – annata 2013 – siano stati investitori e collezionisti ed e' gia' pronta una lunga lista d'attesa per la prossima vendita autunnale tant'e' che Sua Maesta' intenderebbe continuare la produzione producendo ventimila bottiglie entro il 2025.

Le uve del vigneto reale sono le stesse che vengono utilizzate per lo champagne: Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier. Il risultato e' un vino frizzante di 12 gradi
di un pallido colore dorato, note di brioche tostata, limone e albicocca. I vini inglesi, almeno finora, non sono certo fra i più' rinomati; vero e' che l'Inghilterra non e', geograficamente e metereologicamente, il luogo più' adatto per la giusta maturazione delle uve ma, probabilmente, con il nuovo fenomeno dell'innalzamento delle temperature, anche questo ostacolo sembra essere superato. Alcuni esperti, infatti, definiscono “interessante” il rifiorire della viticoltura in questa parte del mondo. Nel Medioevo il clima in Europa era molto più' mite rispetto a quello attuale e favoriva maggiormente l'agricoltura. Si dice che l'unico rimpianto di Alcuino di York, chiamato da Carlo Magno alla corte di Acquisgrana, fosse per il vino della sua Inghilterra!

 
Ma la famiglia reale odierna non e' stata la prima a coltivare la passione pe la viticoltura. Gia' nel la meta' del 1100, Enrico II – detto il Plantageneto – stanco di pasteggiare con il Claret, un vino leggero che proveniva da Bordeaux, decise di impiantare un suo vigneto a Windsor e produrre vino in proprio. Racconta la leggenda che Enrico II, re particolarmente sanguinario, prese cosi' l'abitudine di brindare con questo suo prodotto autoctono ad ogni uccisione di avversari ed oppositori.

Brindiamo quindi alla Regina Elisabetta e “God save the Queen”.





SAN VALENTINO NEL MONDOScoprire il nuovo design a Lisbona