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BENVENUTO BRUNELLO 2017: storia e futuro del Re del Sangiovese

Data pubblicazione : 22/02/2017     
Autore : Diletta Pieraccini


Si è da poco conclusa l’edizione 2017 della kermesse più esclusiva del panorama enoico, dedicata al re del Sangiovese: Benvenuto Brunello. Quattro giorni di degustazioni e convegni nella splendida cornice dei chiostri di Sant’Agostino e di quel gioiello dell’architettura teatrale che è il Teatro degli Astrusi a Montalcino. Un’edizione sviluppata sul duplice, vincente paradigma di storia e innovazione, passato e futuro del vino più apprezzato e premiato al mondo, la cui nascita risale al 1869, anno in cui Clemente Santi vinse ben due medaglie per il suo “vino rosso scelto (Brunello) del 1865” alla Fiera Agricola di Montepulciano, sancendo così l’inizio del mito. Un’eccellenza dunque, che ha saputo contraddistinguersi nel corso dei secoli, esprimendo in ogni annata le peculiarità del sangiovese, che proprio a Montalcino ha dato e continua a dare i suoi migliori frutti, grazie a produttori che hanno saputo coniugare ad una grande storia, dei guizzi di innovazione e modernità, rendendo il Brunello un vino dalla potente carica emozionale, ricercato e lodato anche dai più esigenti critici enologici.

Abbiamo intervistato Giacomo Pondini, giovane e brillante direttore del Consorzio del Brunello, il quale ci ha parlato dell’annata 2016, ancora a 5 stelle, e delle novità della kermesse, che come ogni anno ha richiamato a Montalcino giornalisti, critici e operatori di fama internazionale.

Quali sono state le novità introdotte in questa vincente edizione?
Negli ultimi anni abbiamo dato alla manifestazione un’impronta strutturata su quattro giorni: il primo e fondamentale, dedicato esclusivamente ai giornalisti, il secondo, per giornalisti e operatori invitati dal Consorzio ed il terzo e quarto pensati per operatori del settore e novità di quest’anno, aperto anche a privati e appassionati. Non solo, nelle precedenti edizioni gli inviti, da noi forniti, erano inviati dalle aziende ai loro contatti, da quest’anno abbiamo voluto semplificare ulteriormente, tramite un sistema di accredito online sul sito del consorzio, al fine di avere una migliore tracciabilità degli ospiti, evitare un’eccessiva affluenza e garantire quell’esclusività che ha da sempre contraddistinto la kermesse. Crediamo che sia di fondamentale importanza l’opportunità di conoscere il Brunello proprio a Montalcino, assicurando così un’esperienza unica che legherà per sempre il consumatore al territorio.

Le misure prese sono quindi indice di una ricerca di esclusività, così come la mattonella celebrativa di quest’anno, realizzata da Guida Michelin..
Certamente. Per marcare ancor di più il posizionamento del Brunello nel panorama enogastronomico di lusso, è stata portata avanti una partnership con Michelin da diversi anni, che ci ha visto protagonisti in eventi di lancio della guida su base nazionale e internazionale, ultima la presentazione a New York. Queste collaborazioni hanno portato a sviluppare un’idea sfociata nella piastrella 2016,  perfetto connubio tra Brunello e Michelin, rappresentativa della qualità della vendemmia 2016 e della fascia in cui intendiamo posizionarci. Inoltre, quest’anno è stato motivo di orgoglio per noi che Michelin e quindi Marco Do, responsabile della guida Italia, abbiano avuto modo di creare un’immagine abbinata alle 5 stelle del Brunello, sinonimo del massimo riconoscimento per la qualità della vendemmia.

Quali sono stati i ristoranti ed enoteche premiate dall’antico Leccio d’oro che quest’anno ha visto vincitore anche una tra le più conosciute enoteche meneghine?
Il Leccio d’oro rappresenta un’ appendice fondamentale nell’ambito delle quattro giornate di Benvenuto Brunello, in cui premiamo da più di vent’anni ristoranti ed enoteche italiane ed internazionali che si sono contraddistinte nel corso degli anni non solo per possedere un’ampia gamma di Brunello di Montalcino, ma anche per la profondità delle annate presentate ai clienti. Quest’anno abbiamo conferito il riconoscimento a N’Ombra de Vin, enoteca milanese e al ristorante Del Cambio di Torino per quanto riguarda l’Italia, mentre per l’estero all’Era Ora di Copenhagen e all’enoteca A. Litteri di Washington DC, tutti accomunati dall’attenzione verso il Brunello.

Quali sono i progetti futuri del Consorzio per promuovere ancor di più la già celebre denominazione?
Anzitutto, partendo dall’idea del 50° anniversario del Consorzio, nel fine settimana del 28 di aprile di quest’anno, saranno organizzati degli eventi sul territorio per celebrare la storia e il futuro della denominazione. In giornate distinte ripercorreremo il passato del Brunello ed èorganizzeremo un convegno sul futuro, sull’accattivante e sempre più urgente tema della tecnologia applicata al vino. Continueranno poi i nostri consueti eventi di promozione in America, Canada, Cina e Giappone per presentare le nuove annate, oltre ad eventi di promozione e degustazione in tutta Italia e perché no, anche a Milano..





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