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I 5 CLASSICI DA REGALARE A NATALE

Data pubblicazione : 17/12/2016     
Autore : Diletta Pieraccini



Sono molti i motivi per cui regalare un libro è sempre un’idea vincente. Anzitutto, è un gesto d’affetto, perché regalandolo è come se donassimo un frammento di noi. È un diversivo, perché una buona lettura può permettere di estraniarsi dai problemi quotidiani, ed è il dono migliore per mostrare i nostri sentimenti e offrire parole ed emozioni nuove.
Per questo motivo, vogliamo consigliarvi 5 classici intramontabili da regalare questo Natale alle persone a cui volete bene, perché un bel libro è come un diamante: lo regali ed è per sempre.

ANNA KARENINA-Lev Tolstoj
Ambientato nel mondo dell’aristocrazia russa, il romanzo è la narrazione in parallelo delle vite e degli amori di un gruppo di personaggi legati tra loro da vincoli di parentela e amicizia. Nabokov lo definì “il capolavoro assoluto della letteratura del XIX secolo” e per Dostoevskij “Anna Karenina in quanto opera d’arte è la perfezione, e niente delle letteratura europea della nostra epoca può esserle paragonato.” La scrittura di Tolstoj scopre le più intime connessioni umane e con grande sensibilità rispecchia la contraddittoria molteplicità del reale in una visione mai univoca, ma sempre attenta alle infinite sfumature tra apparire ed essere, volontà e azione.

CUORE DI TENEBRA- Joseph Conrad
Un libro sul viaggio, sulla passione della scoperta di luoghi nuovi. La vicenda di Marlow diventa emblematicamente una discesa agli inferi, nel cuore dell'Africa. L'incontro con Kurtz, agente dei mercanti d'avorio che ha reso brutalmente schiavi gli indigeni, mette il protagonista e il lettore a contatto con il "cuore di tenebra”. Una bellissima riflessione, oggi quanto mai attuale, sulla follia della cultura occidentale che va in mille pezzi quando entra in contatto con l'Altro.

MOBY DICK- Herman Melville
Capolavoro dell’American Renaissance, è il resoconto in prima persona del protagonista Ismaele sulla spedizione di una nave baleniera, il Pequod, all’inseguimento della mitica “balena bianca” Moby Dick.
In una specie di enorme enciclopedia umana, si alternano scene di caccia a riflessioni del protagonista e dell’autore su temi che spaziano dalla fede in Dio, al destino, al legame tra il bene e il male, al rapporto tormentato dell’uomo con la natura selvaggia.

L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO- Oscar Wilde
Jack è un giovane nobiluomo che per sfuggire alla tediosa vita di campagna si rifugia nella mondanità londinese, tra intrighi e colpi di scena, sotto il falso nome di Ernesto. Questa commedia fu scritta da Wilde nel momento precedente alla sua rovina, alla vigilia del processo in cui venne condannato. L’autore ci regala qui le sue pagine più fresche, spensierate e felici in uno straordinario “nonsense” che anticipa tutte le tendenze più moderne del teatro.

I NOSTRI ANTENATI- Italo Calvino
Tre bellissime favole allegoriche: Il visconte dimezzato, Il barone rampante e Il cavaliere inesistente. L’occhio dei protagonisti, i quali costituiscono l’albero genealogico dell’uomo contemporaneo e per i quali Calvino cercò con attenzione il massimo estraniamento sia dal punto di vista temporale che spaziale, osserva con attenzione la nostra società, difficile da capire in tutti i suoi comportamenti. Un messaggio di critica costruttiva sui nostri tempi da parte di uno degli intellettuali più acuti e brillanti di sempre.





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