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Paris FW: la forza di Dior

Data pubblicazione : 27/09/2017     
Autore : Silvia Cutuli


"Se la vita è un gioco di carte. Siamo nati senza conoscere le regole. Eppure dobbiamo giocare la nostra mano. Nel corso degli anni la gente ha amato giocare con i tarocchi. Poeti filosofi alchimisti artisti si sono dedicati alla scoperta del loro significato“.
Una citazione che dà il là a mosaici di tesserine argentate, disseminati nella location della passerella Christian Dior, allestita nel giardino del Museo Rodin.
Perché prendendo le mosse dal pensiero di Niki de Saint Phalle, artista francese sensibile al femminismo con le sue scultoree Nanas dalle forme "curvy", Maria Grazia Chiuri sembra ricomporre tessere di un vestire più che mai contemporaneo, versatile (per tante, tutte le donne) e "powerfull".
Torna a indagare le infinite possibilità dell'essere femminile, la designer, che tratteggia donne come parigine chic in jeans e maglia a righe, abiti bustier indossati su camicette e disseminati alle volte di decori tridimensionali di bocche e cuori, omaggio a Niki de Saint Phalle.
Mentre riecheggia nella testa della Chiuri, un quesito: “Perché non ci sono state grandi artiste donne?“. Su questo si interrogava nel 1971 in un pionieristico articolo Linda Nochlin; a questo sembra voler ovviare oggi la stilista italiana: "We should all be feminist" stagione dopo stagione.





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